Intanto, la Fiom lancia un appello: “Far ripartire gli altiforni fermi, Meloni non ripeta gli errori dei governi precedenti”.
Ex Ilva: dopo il commissariamento, la data di domani, martedì 27 febbraio, diventa cruciale. Il Tribunale di Milano sarà infatti chiamato a decidere sul ricorso presentato il 18 febbraio scorso da Invitalia. L’azienda pubblica, socio di minoranza, aveva chiesto di riconoscere lo stato di insolvenza di Acciaierie d’Italia. Intanto, questa mattina a Taranto ci sarà l’incontro tra il commissario straordinario Giancarlo Quaranta e i rappresentanti sindacali.
Il caso giudiziario
La sezione seconda e crisi di impresa del Tribunale di Milano (presieduta dalla giudice Laura De Simone, nominata dal presidente del Tribunale Fabio Roia) è chiamata a decidere sulla legittimità del ricorso di Invitalia, una decisione che sarà cruciale per l’ingresso di Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria.
Il Tribunale di Milano aveva già respinto tutte le richieste inoltrate dalla precedente gestione di AdI, riconoscendo il diritto di Invitalia di chiedere al Ministero dell’Imprese e del Made in Italy l’amministrazione straordinaria, ma anche la costituzionalità del decreto legge dello scorso anno che ha posto le basi dell’amministrazione straordinaria. E ancora: i giudici avevano anche bocciato le misure protettive e cautelari chieste da AdI per tutelare l’azienda rispetto ai creditori e scongiurare l’amministrazione straordinaria.
Quaranta incontra i sindacati
Il commissario straordinario nominato dal governo, Giancarlo Quaranta, incontrerà oggi a Taranto i rappresentanti dei sindacati. Appuntamento alle 11, nello stabilimento ex Ilva. Quaranta, manager con 40 anni d’esperienza nel settore siderurgico maturata proprio a Taranto, venerdì scorso aveva già incontrato l’Aigi, associazione di imprese dell’indotto, e Confindustria Taranto. Questa mattina, invece, l’incontro con i rappresentanti di Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm, Usb e Ugl metalmeccanici.
Vertice in Prefettura
La giornata di martedì 27 febbraio sarà importante anche per l’incontro previsto in Prefettura a Taranto. A presiedere il vertice sarà il ministro Adolfo Urso, che incontrerà i commissari di Acciaierie d’Italia, quelli di Ilva in amministrazione straordinaria, i sindacati confederali e metalmeccanici, le associazioni delle imprese e Federmanager.
L’appello della Fiom
Intanto, la Fiom ha lanciato un appello al governo e alla nuova gestione dell’ex Ilva in amministrazione straordinaria. “Il governo Meloni non commetta lo stesso errore dei governi precedenti, non possiamo affidare di nuovo il futuro della siderurgia italiana alle multinazionali senza un controllo pubblico volto a indirizzare politiche industriali e ambientali necessarie per garantire un futuro per Taranto. Ora si apre una nuova fase, dopo 12 anni di decreti d’urgenza che avrebbero dovuto tutelare lavoro e ambiente” – spiega Francesco Brigati, segretario generale Fiom Cgil Taranto – “Oggi possiamo tranquillamente affermare che tutti i governi non hanno centrato nessuno degli obiettivi prefissati (salvaguardia occupazionale, risanamento ambientale, produzione). Il processo di privatizzazione dopo il bando di vendita internazionale e dopo la bocciatura del piano Bondi nel 2014, ha portato solo a un arretramento sugli investimenti di innovazione tecnologica e di transizione ecologica tramite i fondi previsti dal Pnrr“.
“Far ripartire gli altiforni fermi”
Oltre che al governo, la Fiom si è rivolta immediatamente alla nuova gestione dell’ex Ilva. Al commissario Giancarlo Quaranta viene chiesto di far ripartire il prima possibile la produzione nell’impianto. “L’attuale amministrazione straordinaria deve garantire la continuità produttiva ma soprattutto il suo rilancio, con la ripartenza dei due altiforni attualmente fermi e successivamente dell’area a freddo che in questi anni è stata fortemente penalizzata” – spiega Francesco Brigati – “Per il rilancio produttivo e la salvaguardia ambientale, è determinata investire sui lavoratori delle manutenzioni di AdI, che in questi anni hanno avuto un ruolo marginale. Il ruolo dei lavoratori dell’appalato, i primi ad aver pagato la crisi in termini salariali e di prospettiva per il loro futuro, è prioritario. Senza di loro, non sarebbe possibile il rilancio produttivo né il processo di risanamento ambientale“.
“Sappiamo che l’amministrazione straordinaria avrà un ruolo di traghettatrice ma sarà fondamentale per costruire le basi per il futuro, a partire dall’attivazione del bando di vendita internazionale. ArcelorMittal ce l’ha insegnato: non bisogna lasciare nelle mani di una multinazionale un sito di interesse strategico per il Paese” – aggiunge il segretario generale Fiom Cgil Taranto – “Ora è il momento di dare risposte al territorio e ai lavoratori, con risorse certe per la transizione ecologica e per un piano ambientale e industriale ambizioso, che possa finalmente introdurre innovazione tecnologiche utili a risolvere le problematiche che hanno portato al sequestro preventivo degli impianti dell’area a caldo“.


