Festival di Yulin, Davide Acito: "Così salvo i cani dal massacro"

Festival di Yulin, Davide Acito: “Così salvo i cani dal massacro”

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Corsa contro il tempo, in Cina, per salvare i cani dal Festival di Yulin. Acito (APA): “Ecco come aiutarmi a evitare il massacro dei cuccioli”. 

Prima la cattura lungo le strade, poi la detenzione in edifici fatiscenti, infine la macellazione in condizioni igienico-sanitarie precarie. Questo il destino di migliaia di cani a Yulin, in Cina, in occasione del solstizio d’estate, in calendario ogni 21 giugno. Un evento, anzi, un vero e proprio Festival dell’orrore, capace di attrarre cittadini e turisti per assistere al massacro dei cuccioli. Esseri senzienti che, dopo essere stati picchiati, torturati e scuoiati, diventano carne da mangiare. Eppure, giorno dopo giorno, c’è chi come Davide Acito, Presidente di Action Project Animal (APA), prova a strappare i pet da una tradizione anacronistica, barbara e crudele.

 

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Dieci anni fa, durante un viaggio in treno in Svizzera, trovo un quotidiano. Dopo averlo sfogliato, mi colpisce la notizia di una persona impegnata nel salvataggio di oltre cento cani dal Festival di Yulin, in Cina. Evento, però, di cui ignoro l’esistenza. Proprio per questo, dopo essere tornato a casa, faccio una ricerca sul web e resto sconvolto. Ed ecco allora che parto per il Paese del Dragone e mi fingo un blogger per avere più informazioni. Attraverso la collaborazione con altri attivisti per i diritti degli animali, faccio la prima missione. Ben 400 i primi cani strappati alla mattanza. Nasce, dunque, Action Project Animal (APA), all’epoca un movimento e oggi un’organizzazione non governativa (ONG). Un sogno diventato realtà. In un decennio già mille i cuccioli salvati dal macello, già 250 i cuccioli riusciti a trovare una casa e già 400 i cuccioli ospitati in un rifugio“, racconta a Teleambiente il Presidente di Action Project Animal (APA), Davide Acito.

 

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A preoccupare, tra le altre cose, è anche la presenza dei wet market, cioè dei mercati umidi, con seri rischi per la salute pubblica. Non a caso proprio da un bazar simile, nel 2020, si sarebbe generata la pandemia di Covid-19.

 

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Per la nostra organizzazione non governativa (ONG), l’aiuto più concreto è dare la possibilità a un cane salvato dai macelli di avere un’amorevole famiglia umana. Ecco, questa è proprio la nostra missione“, conclude l’attivista per i diritti degli animali.

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