“I popoli indigeni e le comunità rurali delle Filippine sono assoggettati a numerosi abusi contro i diritti umani a causa della rapida espansione delle estrazioni di nichel, componente essenziale delle batterie di litio”. Così Amnesty International denuncia in un report che evidenzia il costo umano legato all’aumento della domanda mondiale di veicoli elettrici.
L’associazione in difesa dei diritti umanai ha lanciato un documentario: “Cosa otteniamo in cambio? Come il boom di nikel nelle Filippine colpisce i diritti umani” in cui emergono le gravi mancanze nei confronti della popolazione locale. I popoli originari non vengono consultati sulle decisioni che riguardano le estrazioni minerarie che impattano sulla salute della popolazione, causano deforestazione e contaminano le acque. In questo modo, sottolinea Amnesty, i popoli indigeni pagano il costo della corsa mondiale alla transizione ecologica. “Queste comunità – ha dichiarato Veronica Cabe, presidente di Amnesty International Filippine- non hanno solo subito dei processi di consultazione gravemente carenti- caratterizzati dalla mancanza di informazioni- ma adesso si vedono anche costrette a subire gli effetti negativi delle operazioni di estrazione sulla loro salute, sui loro mezzi di sussistenza e sul loro accesso all’acqua potabile.”
Gli studi condotti mostrano come le comunità di Santa Cruz siano esposte alla contaminazione di aria, acqua e catena alimentare dovuta ai materiali pericolosi utilizzati per estrarre il metallo. Ciò causa difficoltà respiratorie, malattie cutanee, irritazione degli occhi, della gola e della pelle.
La richiesta di Amnesty e delle associazioni locali è che il governo filippino sospenda le estrazioni fino a quando non sia fatta luce sugli abusi dei diritti umani e dei danni all’ambiente finora cagionati:“Senza una maggiore trasparenza nella catena di distribuzione, le case di veicoli elettrici non possono sostenere che questi non sono responsabili dell’abuso contro l’ambiente nelle Filippine”, ha dichiarato Alysha Khambay, ricercatrice di Amnesty International, che chiede alle case automobilistiche di dichiarare se il nichel utilizzato per i loro veicoli proviene dalle Filippine e quali misure hanno adottato per evitare danni all’ambiente. Attività come l’agricoltura e la pesca sono state danneggiate causando il dimezzamento delle risorse ottenute e il deterioramento del cibo, danni questi che avranno effetti sulla salute nel lungo periodo.
L’indagine sul posto, avvenuta tra settembre 2023 e ottobre 2024, ha incluso interviste a 90 membri delle comunità locali, sopralluoghi nelle zone di estrazione e esami dei documenti delle immagini disponibili. Tutte le imprese hanno negato di essere coinvolte in violazioni dei diritti umani o in danni causati all’ambiente.
Le norme nazionali e internazionali prevedono che le comunità locali siano protette da eventuali abusi e consultate sui progetti che impattano il loro territorio. Tutto ciò non è avvenuto nelle Filippine. Le comunità interessate dovrebbero essere consultate fornendo loro tutte le informazioni utili a comprendere l’impatto potenziale che gli interventi di estrazione potrebbero avere sul loro territorio e sulle comunità. Il consenso delle comunità dovrebbe essere dato in modo libero, precedente all’inizio delle attività e informato. Le comunità, sottolinea Amnesty, andrebbero ascoltate e dovrebbero essere fornite tutte le rassicurazioni alle eventuali preoccupazioni suscitate dagli interventi.
Nelle zone di Santa Cruz e Punto de Brooke, le persone i cui introiti dipendono dall’ambiente hanno denunciato di non avere ricevuto delle informazioni cruciali a comprendere l’impatto che le estrazioni di nichel avrebbero avuto. Su sette progetti estrattivi sono disponibili soltanto tre studi di impatto ambientale di altrettanti progetti.
“È arrivato il momento di smetterla di sacrificare i diritti umani, la salute e l’ambiente dei popoli indigeni e delle comunità rurali a beneficio di imprese estrattive, multinazionali di automobili e consumatori dei Paesi industrializzati – ha concluso Alysha Khambay- deve esistere l’obbligo di rendiconto su tutta la catena di distribuzione di veicoli elettrici e batteria dei danni potenziali causati dalle estrazioni di metallo.”


