L’incidente forse causato dagli effetti del potente tifone Gaemi. Se la nave perdesse tutto il suo carico, sarebbe il peggior disastro della storia dello Stato asiatico.
Grave allerta ambientale nelle Filippine, dopo che una petroliera contenente 1,4 milioni di litri di combustibile si è rovesciata ed è affondata al largo della capitale Manila. A causare il ribaltamento della MT Terra Nova, battente bandiera filippina, potrebbero essere stati i venti di tempesta e le violente perturbazioni portate dal tifone Gaemi: l’ipotesi è fortemente verosimile, ma a stabilirlo con esattezza saranno le indagini delle autorità locali. Ora, l’emergenza prioritaria è quella di evitare fuoriuscite di petrolio e recuperare un membro dell’equipaggio disperso dopo l’affondamento della nave.
Lungo la rotta della petroliera, infatti, è già stata rilevata una chiazza di petrolio lunga quasi 4 km, che con il passare delle ore potrebbe estendersi ulteriormente, anche a causa della forte corrente che la sta trasportando. L’allerta è più che comprensibile, dal momento che se dovesse fuoriuscire tutto il petrolio contenuto nella nave, si tratterebbe senza omba di dubbio del peggior disastro ambientale della storia delle Filippine. Tutto questo, nonostante lo Stato insulare asiatico abbia già sperimentato gravi diversi disastri legati alla fuoriuscita di petrolio dalle navi. L’ultimo episodio, in ordine di tempo, risaliva al febbraio 2023, quando una petroliera, anch’essa battente bandiera filippina e contenente 800mila litri di combustibile, sversò gran parte del suo carico inquinando una delle zone più ricche di biodiversità di tutta l’Asia e causando non pochi problemi a settori come la pesca e il turismo.
L’incidente di oggi, tra l’altro, nella baia di Manila, la più trafficata del Paese. Le operazioni di soccorso e messa in sicurezza sono sempre più complicate a causa dei venti e delle mareggiate portate dal tifone che solo nelle Filippine ha già causato almeno 20 morti, un numero imprecisato di feriti e diverse migliaia di sfollati. Le autorità hanno fatto sapere che, dopo essersi ribaltata, la petroliera è affondata totalmente, finendo per essere sommersa dall’acqua. Anche questo rende più difficile scongiurare il disastro ambientale, nonostante la Guardia Costiera filippina abbia assicurato di essere già in piena corsa contro il tempo.


