La Great Pacific Garbage Patch, la più grande isola di plastica nell’Oceano Pacifico, ospita 46 forme di vita che hanno colonizzato i rifiuti galleggianti creando un vero e proprio ecosistema.
La Great Pacific Garbage Patch – il più grande accumulo di rifiuti nell’oceano – ospita numerose forme di vita. L’isola di plastica si è formata per effetto delle correnti situate tra la California e le Hawaii.
Chiamato anche Pacific Trash Vortex, l’agglomerato di rifiuti è nato a partire dagli anni ’80, causato dal crescente inquinamento dell’uomo e dall’azione della corrente oceanica chiamata Vortice Subtropicale del Nord Pacifico. Con il suo movimento a spirale la corrente crea un vortice e nella parte centrale – più stabile – finiscono per accumularsi i rifiuti galleggianti.
L’immensa distesa di rifiuti, grande più della Francia, ha una massa di circa 100.000 tonnellate di rifiuti composti da oltre 1.800 miliardi di frammenti. La discarica galleggiante sta letteralmente soffocando la vita marina, eppure altrettanta vita sta proliferando sulla sua superficie.
Un gruppo di scienziati ha scoperto un vero e proprio ecosistema nato sulla gigantesca isola di plastica. Attraverso la raccolta e la catalogazione di circa 105 pezzi di plastiche, tra cui bottiglie, casse, boe, reti, corde che si sono accumulate nel corso del tempo, i ricercatori hanno rilevato una grande quantità di animali invertebrati sopra gli oggetti.
Dalla ricerca, pubblicata sulla rivista Nature Ecology & Evolution, è emerso che ci sono 46 tipi di invertebrati appartenenti a sei principali gruppi di animali. Sull’enorme isola artificiale, quindi, vivono cirripedi, granchi, anfipodi, idroidi, briozoi e anemoni di mare.
A stupire gli scienziati, più che la loro presenza, è stata la provenienza degli animali. Delle 46 identificate, 37 specie erano costiere e solo 9 pelagiche. Questo significa che circa l’80% della biodiversità sull’isola di plastica è composta da organismi che solitamente vivono sugli scogli o sui fondali delle coste. Un trasloco dal litorale al mare aperto, dove ogni oggetto di plastica ospita circa 4 o 5 specie ancorate a reti, funi e altri detriti galleggianti.


