L’agrivoltaico e il futuro dell’agricoltura, di questo si è parlato i un incontro tenutosi a Roma e voluto da Legambiente che fa un primo bilancio sul settore con un Forum dedicato.
Si tratta, infatti, di un tipo di energia rinnovabile che fa bene all’agricoltura perché non sottrae terreno alle colture ma si integra con il ciclo produttivo riuscendo a migliorare la resa dati alcuni elementi specifici. Sebbene nel nostro Paese i numeri siano ancora molto piccoli rispetto ad altri Paesi che hanno investito sul settore, le prospettive di impiego, soprattutto nelle aree interne e finora abbandonate impongono una riflessione. Fondamentale sarà il ruolo dello Stato nel sostenere gli imprenditori agricoli che vorranno puntare sull’agrivoltaico.
Primo Forum nazionale di Legambiente sulle #rinnovabili che fanno bene all’agricoltura.
Scopri i numeri dell’#agrivoltaico in Italia e i benefici che apporta nel settore agricolo, segui la diretta streaming sul canale YouTube @agrilegamb qui https://t.co/4yq6cDPj6f
— Legambiente Onlus (@Legambiente) April 16, 2025
Secondo i numeri rivelati durante il Forum su 304 pareri di VIA rilasciati nel 2024 dalla Commissione PNRR PNIEC
del Ministero dell’ambiente e della Sicurezza Energetica, 153 erano relativi a questa tecnologia. Per il 78% dei progetti di agrivoltaico presentati il parere della Commissione è stato positivo, solo il 22% dei progetti ha ricevuto il no del Ministero. “Dai primi studi effettuati in campo, grazie all’agrivoltaico la produttività della vite è aumentata
fino al 30%, quelle dell’insalata del 10% e delle colture foraggere fino al 40%. Per la coltivazione del pomodoro
si è osservata una riduzione dei consumi idrici fino al 65%.”
Legambiente sottolinea come l’agrivoltaico sia “una leva potente per aumentare la produzione agricola e di elettricità dal sole, integrare il reddito degli agricoltori contrastare gli effetti negativi della crisi climatica e centrare gli obiettivi di decarbonizzazione del settore primario. L’Italia ha un grande potenziale che deve sfruttare al massimo.”
Angelo Gentili, Responsabile agricoltura di Legambiente, ha spiegato la necessità di investimenti nel settore: “Sicuramente è un tipo di percorso questo che dobbiamo guardare con attenzione. I due rami maggiori dell’agricoltura, oltre ai cambiamenti climatici, sono la mancanza di reddito e l’abbandono. Attraverso l’agrivoltaico noi possiamo restituire reddito agli agricoltori, fare in modo che contrastino meglio i danni dei cambiamenti climatici, ma nello stesso tempo andare a coltivare anche quelle aree marginali, collinari, che invece sono stato l’abbandono. Quindi può dare un bel impronta su una parte ovviamente non significativa, ma rappresentativa della superficie agricola rispetto a un livello che mette insieme tecnologia e innovazione rispetto alla tradizione e alla sostenibilità.”
Tra i relatori del Forum anche Giorgio Impollonia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza: “Di sicuro l’agrivoltaico è un sistema abbastanza complesso, quindi giustamente c’è in gioco sia la parte energetica, che è fondamentale per il Paese e per l’industria, perché ovviamente tutti abbiamo necessità di energia, a basso costo soprattutto, ma anche per gli agricoltori, quindi fornire un reddito ulteriore. Naturalmente quando ci si approccia al mondo dell’agrivoltaico ci sono tante parti in causa che vanno tenute in conto, magari sia dal punto di vista del suolo, della storia di quel campo, cosa veniva coltivato in precedenza, e anche ovviamente alla struttura agrivoltaica che si andrà a progettare. Dai nostri studi sappiamo che in determinati scenari, faccio un esempio, in condizioni di terreni
agricoli che venivano gestiti senza l’irrigazione, gli impianti agrivoltaici portano un enorme vantaggio dal punto di vista produttivo e ovviamente di efficienza d’uso dell’acqua, considerando ovviamente tutte le parti improduttive, perché bisogna tener conto che ovviamente la struttura degli impianti non permette la coltivazione del 100% della superficie, però nei nostri calcoli teniamo in considerazione anche questi aspetti.”


