uoco prescritto giorgio vacchiano salva foreste persone

Fuoco prescritto, il Prof. Vacchiano: “Con questa tecnica si salvano foreste e persone”

Tabella dei Contenuti

Se le sequoie giganti e millenarie della California esistono ancora, è merito di questa tecnica. Già sperimentata anche in Italia. Il professor Giorgio Vacchiano, docente di gestione e pianificazione forestale all’Università di Milano, spiega di cosa si tratta.

Professore, il fuoco prescritto ha consentito di limitare i danni nella California devastata dagli incendi. In cosa consiste questa tecnica?
Se noi applichiamo, durante l’inverno, una fiamma di bassa intensità, riusciamo a consumare una parte di quel combustibile fine in modo da sottrarlo al futuro incendio che arriverà in estate. Questo fuoco si applica nei mesi autunnali e invernali perché non ci sono condizioni meteorologiche che portino a fiamme troppo intensa“.

In California sembra aver funzionato: le sequoie sono salve.
Il parco nazionale Yosemite rischiava di essere raggiunto dal Washburn Fire, un grande incendio che si stava diffondendo. Applicare il fuoco prescritto, negli anni scorsi, ha diminuito la quantità di vegetazione che poteva bruciare. E quando è arrivato l’incendio, si è mantenuto di bassa intensità ed è stato possibile controllarlo e spegnerlo in modo più semplice ed efficace“.

In Italia ci sono dei progetti già avviati? Qual è la loro applicazione? La tecnica è sicura?
Parliamo di una delle varie tecniche di selvicoltura preventiva, che rendono il bosco meno vulnerabile. Non può essere applicata in tutte le circostanze ed è necessario studiare bene le condizioni meteorologiche. Serve una rigida pianificazione e uno stretto controllo delle operazioni da parte di personale specializzato. La Regione Toscana lo utilizza regolarmente, in una ventina di piani operativi antincendio. Stiamo sperimentando l’allargamento della tecnica anche in altre Regioni, a cominciare dalla Lombardia: quest’autunno, probabilmente, inizieremo dai comprensori a pascolo della Val Trompia“.

Ci sono degli alberi secolari, in Italia, per cui vale la pena utilizzare il fuoco prescritto?
Da noi non ci sono alberi millenari come le sequoie, ma ce ne sono alcuni, sparsi sul territorio, che sono monumenti vegetali da proteggere. Penso al larice millenario della Valmalenco, in Lombardia; al pino loricato del Pollino (l’albero più antico d’Europa, con oltre 1.200 anni d’età); al Castagno dei Cento Cavalli in Sicilia; gli olivi millenari della Sardegna, uno dei quali fu danneggiato dal grande incendio del Montiferru dell’estate scorsa.
Da noi il fuoco prescritto si utilizza soprattutto per proteggere le persone e le comunità nelle zone di interfaccia. Cioè dove c’è il confine tra il bosco e l’insediamento umano. Gli incendi che abbiamo visto fino a oggi, dal Carso alla Versilia passando per la periferia di Roma, sono esempi di roghi che si diffondono nella zona di interfaccia. La priorità, per la sicurezza pubblica, è ridurre il combustibile per l’incendio, evitando di mettere a rischio i residenti e riuscendo ad affrontare incendi di minore intensità“.

Pubblicità
Articoli Correlati