Il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto: “La decarbonizzazione passa dalla fusione nucleare, un percorso inevitabile”. Francesco Romanelli (presidente DTT): “Stiamo sfruttando al massimo l’esperienza acquisita con ITER e la collaborazione tra industria e mondo accademico”. Giorgio Graditi (dg ENEA): “Grazie a ricerca e industria, avremo un mix energetico diversificato ed è fondamentale perché al 2030 la domanda di energia raddoppierà”. Marco Nassi (ad di ASG Superconductors): “Al lavoro anche per portare la superconduttività al servizio della vita quotidiana”.
Il futuro sta arrivando. A La Spezia, presso lo stabilimento di ASG Superconductors, alla presenza di Gilberto Pichetto, è stato presentato il primo dei 18 magneti che andranno a comporre il Divertor Tokamak Test (DTT), la macchina sperimentale per la fusione nucleare in fase di costruzione presso il Centro Ricerche ENEA di Frascati.
La presentazione del magnete superconduttore è stata anche l’occasione per il confronto tra tutti i protagonisti istituzionali e della ricerca italiana nel campo della fusione nucleare, una tecnologia ancora in fase di sviluppo ma che, tra qualche decennio, consentirà di produrre energia in modo pulito, sicuro e continuo.
“La fusione nucleare a confinamento magnetico è in uno stadio molto avanzato. Oggi siamo in grado di produrre potenza di fusione dello stesso ordine di quella che noi iniettiamo all’interno del plasma. ITER riuscirà a dimostrare una produzione di energia dieci volte maggiore rispetto a quella che iniettiamo” – ha spiegato il professor Francesco Romanelli, presidente del Consorzio DTT Scarl – “Con progetti come DTT, stiamo sfruttando al massimo l’esperienza che l’industria nazionale ha acquisito con la costruzione di ITER e ci consentirà, con un approccio che metta insieme industria e mondo accademico, il raggiungimento di questo obiettivo nei tempi più brevi possibili“.
“La fusione nucleare ha tra i vantaggi la produzione di energia pulita, a basso costo e in grado di soddisfare le esigenze del mondo” – il punto di Gilberto Pichetto, ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica – “La decarbonizzazione passa sicuramente dalla fusione e dalla produzione di energia con le nuove centrali a fusione, che avremo tra qualche decennio ma è un percorso che, assolutamente, non è evitabile“.
“La realizzazione di questo primo magnete per il DTT rappresenta un passo molto importante in generale per l’energia da fusione. Insieme ad altri magneti, consentirà di realizzare un campo magnetico che permette di confinare il plasma e quindi garantire un corretto funzionamento del divertore. Un prodotto che nasce da una collaborazione pluriennale tra ricerca e industria, che consente di fare sviluppo tecnologico e innovazione. Parliamo di energia da fusione, con produzione illimitata e sicura, che consentirà certamente un passaggio epocale per la decarbonizzazione del nostro sistema” – ha spiegato Giorgio Graditi, direttore generale di ENEA – “Le prospettive sono di lungo periodo, la ricerca sta facendo grandi passi in avanti ma c’è ancora molto da fare: è ragionevole pensare che la fusione possa raggiungere la sua maturità nella seconda metà di questo secolo e dare un contributo alla produzione di energia in futuro“.
“Un mix energetico diversificato è fondamentale perché oggi non abbiamo una soluzione unica per dare una risposta concreta alla decarbonizzazione del sistema energetico. Dobbiamo utilizzare tutte le tecnologie disponibili, integrandole tra loro, per poter determinare un effettivo valore aggiunto” – ha aggiunto il dg di ENEA – “Ricordo che la domanda di energia elettrica crescerà in modo significativo nei prossimi anni, al 2030 è previsto un raddoppio rispetto al livello attuale. Per questo, dobbiamo integrare diverse soluzioni, che vedranno sicuramente le rinnovabili, ma anche l’energia nucleare da fissione e, in seguito, anche da fusione“.
“Il punto di forza è stato sicuramente la volontà imprenditoriale: abbiamo incontrato sulla nostra strada due imprenditori che hanno deciso di investire credendo in quello che facevano e questo ha trascinato tutti i dipendenti dell’azienda. Abbiamo un personale altamente qualificato, ma anche altamente motivato, che vede la possibilità di contribuire a cambiare in meglio, anche nel piccolo, il nostro mondo. Noi stiamo lavorando sia sui grandi esperimenti di fisica delle alte energie, come il CERN di Ginevra, sia i grandi esperimenti di fusione nucleare come ITER o DTT Italia, ma stiamo lavorando anche per portare la superconduttività nella vita di tutti i giorni” – ha spiegato Marco Nassi, amministratore delegato di ASG Superconductors – “Ad esempio, abbiamo sviluppato sistemi di risonanza magnetica aperti, che consentono di fare diagnostica MRI in un ambiente che per il paziente è molto più confortevole: non deve infilarsi in un tubo, ma può restare tranquillamente seduto, in piedi o sdraiato. Questo facilita l’approccio del paziente verso questo tipo di analisi. Abbiamo poi sviluppato e stiamo sviluppando una serie di sistemi che servono a migliorare la stabilità delle reti elettriche e il trasporto di energia all’interno di una sistema nazionale o internazionale. Quindi, cavi superconduttori per il trasporto di elevata quantità di corrente e potenza, sistemi per limitare le correnti di cortocircuito e proteggere le utenze collegate in rete, sistemi di accumulo dell’energia magnetica per evitare fluttuazioni della rete elettrica e potenziarla rispetto al rischio di blackout. L’impegno è di portare la superconduttività dai grandi laboratori alla vita di tutti i giorni, è questa la sfida condivisa dalle 200 persone che lavorano con noi“.


