Ultima Generazione, Germania crea task force contro le mani incollate sull'asfalto

Ultima Generazione, Germania crea task force contro le mani incollate sull’asfalto

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In Germania le azioni dei collettivi Ultima Generazione e Extinction Rebellion fanno discutere. Mentre la Polizei ha creato una task force per scollare gli attivisti che si incollano a strade e monumenti, i sindaci di alcune città hanno deciso di scendere a patti

In Germania le azioni dei collettivi ambientalisti come Extinction Rebellion e Letzte Generation (Ultima Generazione) sono sempre più centrali nel dibattito pubblico.

Perché se da una parte il potere centrale sta cercando metodi per contrastare le azioni non violente (ma dal forte impatto mediatico) di questi gruppi, dall’altro sempre più sindaci stanno stringendo accordi con gli attivisti per evitare le loro azioni.

Germania, una task force contro la colla di Ultima Generazione

Prima ancora di gettare zuppe o vernice sui vetri protettivi dei capolavori dell’arte o imbrattare con vernice lavabile i monumenti, il tratto distintivo dell’azione non violenta di questi collettivi sono stati i blocchi stradali.

In un anno nella sola Germania il gruppo di ambientalisti ha causato 1250 blocchi stradali con la partecipazione di circa 800 attivisti. L’intervento della polizia all’inizio riusciva a liberare le strade piuttosto in fretta.

Fino a quando gli attivisti non hanno deciso di usare le “maniere forti” incollando le proprie mani all’asfalto. Liberare le strade tedesche, dunque, diventava sempre più difficile.

Tanto da rendere necessaria la creazione all’interno della Polizei tedesca di una vera task force – ribattezzata “Asphalt” – il cui obiettivo è staccare le mani degli attivisti incollate sull’asfalto. 

Il solvente utilizzato è l’olio che viene applicato sotto il palmo incollato degli attivisti. Non sempre, però, l’utilizzo dell’olio è bastato a rimuovere il blocco. Tant’è che in una occasione è stato necessario staccare un’intero pezzo di strada per poter rimuovere l’attivista climatico. 

I sindaci delle città tedesche stringono accordi con gli attivisti

Insomma, gli attivisti climatici che scelgono di rendersi protagonisti di iniziative tanto estreme (seppur sempre non violente) non sono un problema soltanto economico (gli interventi della Polizia per rimuovere i manifestanti incollati è costato ai soli Land a sud ovest della Germania ben 60mila euro tra rimozione degli attivisti e pulitura delle strade) ma anche politico.

Perché i blocchi stradali spesso paralizzano la città per ore. Per questo motivo i sindaci di alcune città tedesche hanno cominciato a scendere a patti con gli attivisti.

Il primo a farlo è stato Belit Onay, sindaco di Hannover, che la scorsa settimana ha annunciato di sostenere alcune delle richieste del gruppo di protesta ambientalista Ultima Generazione. Pochi giorni dopo le amministrazioni comunali di Tubinga e Marburg hanno deciso di fare lo stesso.

Il sindaco di Hannover si è detto pronto ad appoggiare la richiesta di aumentare il limite di velocità sulle autostrade e di abbassare a 9 euro il biglietto per l’utilizzo di mezzi pubblici in tutta la nazione con l’obiettivo di dissuadere i cittadini tedeschi dall’utilizzo dell’automobile privata.

Allo stesso tempo, però, si è detto in disaccordo sulla richiesta secondo cui assemblee cittadine possano legiferare sulle questioni climatiche.

Tanto è bastato per convincere gli attivisti locali a desistere da ulteriori azioni in città. Ora c’è da aspettarsi che altri sindaci seguano la strada di Onay e decidano di convocare gli attivisti climatici per comprendere le loro richieste e cercare un accordo. Dall’altra parte, però, c’è chi parla di ricatto ed è pronto a continuare a combattere le azioni degli attivisti climatici.

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