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Energia, in Germania sabotati i nuovi gasdotti

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Erano stati costruiti, dopo l’invasione dell’Ucraina, per consentire un rapido approvviggionamento di gas alternativo a quello russo. Si muove la magistratura, ma è ancora mistero sulle responsabilità. 

La Germania alle prese con un vero e proprio mistero: quello del sabotaggio di gasdotti di recente costruzione, realizzati subito dopo l’invasione dell’Ucraina per consentire un rapido approvvigionamento di gas naturale liquido alternativo a quello russo. Mentre il Paese è ancora paralizzato dalle proteste degli agricoltori, la Procura federale tedesca ha avviato delle indagini dopo aver appurato che nei nuovi gasdotti è stato praticato un numero significativo di fori, dal diametro di circa un centimetro.

In Germania, le politiche climatiche ed energetiche hanno portato recentemente ad un netto calo delle emissioni di CO2, almeno in campo energetico. Sostanzialmente, il governo guidato da Olaf Scholz, all’indomani dell’invasione russa in Ucraina, aveva scelto di riaprire immediatamente alcune centrali a carbone, ma solo come misura temporanea d’emergenza. Nei mesi successivi, infatti, per ridurre anche l’impatto climatico del Paese, sono stati fatti diversi investimenti in più settori energetici: rinnovabili (in maggior parte), gas alternativo a quello russo e, in misura minore, il nucleare.

Il sabotaggio dei nuovi gasdotti sarebbe stato scoperto a novembre, ma reso pubblico solo ora. L’azienda energetica Gasunie ha confermato ufficialmente il danno inflitto ai gasdotti, spiegando che con tutta probabilità è stato causato da un “intervento di terzi“. Quello danneggiato è un gasdotto di 35 miglia sul fiume Elba, destinato a fornire il gas portato in Germania a bordo di navi metaniere, che viene raffreddato allo stato liquido per il trasporto in mare e rigassificato poi quando raggiunge la costa per essere convogliato a terra.

Al momento, non si può escludere nessuna ipotesi e gli inquirenti mantengono il massimo riserbo sulle indagini. Il sabotaggio potrebbe essere collegato alla guerra tra Russia e Ucraina, il motivo che ha portato alla costruzione di nuovi gasdotti, dal momento che la Germania non possedeva un proprio terminale di rigassificazione. Ma va ricordato anche che la decisione di costruire i nuovi gasdotti era stata criticata ferocemente dagli ambientalisti, che si erano organizzati con ingenti manifestazioni di protesta.

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