Giretto d'Italia, Padova vince il premio per gli spostamenti sostenibili, male il Sud

Giretto d’Italia, Padova vince il premio per gli spostamenti sostenibili, male il Sud

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Ha superato i 58mila passaggi casa-lavoro e casa-scuola l’ultima edizione di Giretto d’Italia, il campionato urbano della mobilità sostenibile organizzato ogni anno da Legambiente che s è tenuto lo scorso 18 settembre, nella fascia oraria dalle 7:00 alle 10:00.

Più di 50 comuni hanno partecipato alla XV edizione, insieme a diverse aziende che hanno invitato i lavoratori a recarsi in ufficio con la bicicletta o con altri mezzi di micromobilità sostenibile. Tra i comuni Padova ha ottenuto la medaglia d’oro con 7,224 passaggi, seguita da Pescara e Piacenza. Per la categoria “smart working”, Bolzano ha registrato la miglior performance con 72 lavoratori da remoto che hanno partecipato da casa grazie al “Check point virtuale”.

Il paradosso del nostro paese vuole che il Sud, che gode di condizioni climatiche estremamente favorevoli per la mobilità sostenibile, sia penalizzato dalla mancanza di infrastrutture e da poca attenzione alla sostenibilità degli spostamenti.

Dove si investe in infrastrutture e servizi per la mobilità sostenibile, i risultati si vedono: il Giretto d’Italia premia le città che cambiano passo, come Pescara che raccoglie i frutti del lavoro di pianificazione. Servono politiche strutturali e spazi urbani pensati per chi si muove in modo attivo e sostenibile”, dichiara Legambiente in una nota.

“Questa competizione, seppur simbolica, è un forte atto di sensibilizzazione per dimostrare che la mobilità sostenibile è possibile, conveniente e necessaria – dichiara Roberto Scacchi, responsabile mobilità Legambiente –. Un’occasione per riportare al centro del dibattito pubblico il tema della sicurezza stradale e la vivibilità dello spazio urbano, resa possibile dall’impegno non solo di amministrazioni comunali, ma anche di aziende che scelgono di incentivare i dipendenti a scegliere spostamenti casa-lavoro in bici o in micromobilità, rendendo questa una buona pratica replicabile e vincente. E quanto mai necessaria in un Paese come l’Italia, dove ogni anno oltre 3.000 persone muoiono o restano gravemente ferite a causa della violenza stradale, e dove più di 50.000 morti premature sono causate dall’inquinamento atmosferico. Serve un cambio di paradigma radicale: le città devono diventare spazi a misura di persona, affermando il diritto alla mobilità, alla salute e alla sicurezza. Per questo chiediamo politiche coraggiose, infrastrutture ciclabili diffuse e una nuova cultura urbana che metta al centro chi si muove in modo attivo e sostenibile.” 

 

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