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Giubileo della Terra, per un nuovo umanesimo sostenibile

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Il Giubileo della Terra, convegno organizzato dall’Ispra e tenutosi alla Camera dei deputati, ha visto la partecipazione di rappresentanti politici e istituzionali, esperti tecnici e autorità religiose come il cardinal Gianfranco Ravasi, che a TeleAmbiente ha spiegato: “Scienza e fede non sono in contrapposizione, sono entrambe necessarie per una visione completa del mondo”.

Il connubio tutt’altro che conflittuale tra scienza e fede, la necessità di proteggere il creato, cioè il nostro Pianeta e la sua biodiversità, il ricordo e la lezione di Papa Francesco e la linea seguita anche dal suo successore, Papa Leone XIV. Sono solo alcuni dei principali temi affrontati nel corso del Giubileo della Terra, convegno organizzato dall’Ispra e che ha visto intervenire importanti rappresentanti politici e istituzionali, esperti tecnici, rappresentanti del Sistema Nazionale per la Protezione Ambientale come le singole Arpa regionali e il cardinal Gianfranco Ravasi, presidente emerito del Pontificio Consiglio della Cultura. Il convegno, che rientra in una serie di appuntamenti del Filo verde per un Giubileo sostenibile, si è tenuto alla Camera dei deputati ed è stato l’occasione per un confronto profondo sul bilanciamento non solo tra scienza e religione, ma anche tra etica ed azione.

Oggi abbiamo voluto, con questo evento, chiudere idealmente un percorso che abbiamo avviato per tutto il 2025 insieme alle varie Agenzie Regionali per la Protezione dell’Ambiente (ARPA) e la Conferenza Episcopale Italiana, sviluppando sul nostro territorio una serie di iniziative che, accanto alle celebrazioni giubilari, ponessero l’accento sui temi dell’ambiente e della sostenibilità” – ha spiegato Stefano Laporta, presidente di Ispra – “Il percorso che abbiamo fatto, che ha coinvolto migliaia di persone e di questo devo dire che siamo molto contenti, ci dice che tra scienza e fede un rapporto è possibile e che entrambe, nel rispetto dei ruoli, possano concorrere ad una consapevolezza rispetto ai temi dell’ambiente, della custodia e della tutela del creato, e quindi verso la sostenibilità“.

Parlare di tutela dell’ambiente, di conservazione ma anche di futuro, significa coinvolgere ogni parte della nostra azione. Siamo sul tema della decarbonizzazione, che è un’azione pratica di passaggio dai fossili alle rinnovabili, siamo sull’adattamento ai cambiamenti climatici, ma automaticamente porta tutta la nostra società a considerare le condizioni economiche e le condizioni sociali” – il punto di Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica – “Il tema delle condizioni sociali però è strettamente legato a quelle che sono le consapevolezze individuali, e in questo caso il richiamo alla fede e al ruolo che ha rivestito Papa Francesco con i suoi atti è un qualcosa del tutto naturale. Un grande mosaico dove ognuno può fare la propria parte“.

Il rapporto tra scienza e fede è antichissimo, con due dimensioni: da una parte riconoscere che entrambe hanno lo stesso oggetto, ciò la natura, il creato, letto però da punti di vista differenti; dall’altra, ci sono statuti e modelli propri perché non tutti leggono nella stessa maniera” – il commento di Sua Eminenza Cardinale Gianfranco Ravasi, presidente emerito del Pontificio Consiglio della Cultura e fondatore del Cortile dei Gentili – “La scienza guarda soprattutto il fenomeno, cioè la scena del mondo, mentre la religione, ma anche la filosofia e la poesia guardano piuttosto il fondamento. La prima dimensione risponde alla domanda fondamentale ‘Come avviene questo?’, la religione, la filosofia, l’arte e la poesia invece rispondono alla domanda ‘Perché?’, quindi la scoperta del senso. Entrambe sono necessarie per una visione completa“.

Ispra è un ente che produce conoscenza e il senso è quello di mettere a disposizione la conoscenza per cercare di rendere effettivo i principi della Laudato Si’ ma anche il pragmatismo richiesto dall’Accordo di Parigi. Se abbiamo la capacità di integrare una visione etica con degli accordi concreti, possiamo effettivamente accelerare una transizione ecologica che sia guidata da dati rigorosi sotto il profilo scientifico, ma anche orientare le scelte verso il bene comune” – ha spiegato Maria Siclari, direttrice generale di Ispra – “Quindi, la casa comune cessa di essere un semplice ideale, per diventare invece una pratica misurabile guidata dalla scienza ma custodita dall’etica del creato“.

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