Le immagini diffuse dalla Global Sumud Flotilla mostrano chiaramente l’attacco di un drone militare contro una delle barche della flotta di volontari diretti a Gaza per poratre alla popolazione stremata beni di prima necessità.
Gli attivisti hanno condiviso le immagini registrate dalle telecamere di cui è stata dotata ogni singola imbarcazione per denunciare eventuali attacchi subiti. L’imbarcazione era ormeggiata vicino Tunisi con l’equipaggio a bordo.
Al momento dell’attacco l’imbarcazione, la Family Boat, si trovava in Tunisia a Sidi Bu Said. A bordo vi erano sei membri dell’equipaggio, tra questi anche Greta Thunberg e Thiago Avila. Sebbene il governo tunisino abbia smentito l’attacco di un drone, gli attivisti non hanno dubbi e attribuiscono a Israele l’attacco. Un drone militare israeliano aveva già colpito un’altra imbarcazione durante il precedente tentativo di raggiungere Gaza nel maggio scorso, al al largo di Malta.
Dalla Flotilla fanno sapere che nessun membro dell’equipaggio è rimasto ferito, gli attivisti assicurano che non si lasceranno fermare dall’attentato, anche se la Family boat rimarrà a lungo non utilizzabile.
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La Flotilla conta con volti noti come Greta Thunberg, creatrice dei Fridays for Future o gli attori Susan Sarandon e Liam Cunningham. Le tre precedenti spedizioni della Flotilla finora tentate sono terminate con il blocco di Israele in acque internazionali e l’espulsione forzata dei membri dell’equipaggio. Questa volta i volontari sperano che Israele non riesca a bloccare tutte le imbarcazioni e che lo sfondamento del blocco navale possa riuscire. L’intento è dimostrare che la società civile può sostituirsi ai governi mondiali incapaci di assicurare la sopravvivenza del popolo palestinese.
Il blocco degli aiuti imposto da Israele ha causato lo stato di carestia nella Striscia come denunciato dalle Agenzie Onu: La FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura), l’UNICEF, il WFP (Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite) e l’OMS (Organizzazione mondiale della sanità) hanno emesso un comunicato stampa congiunto con il quale hanno chiesto un intervento immediato per evitare la morte per fame di migliaia di persone.
Le agenzie hanno ribadito che la carestia deve essere fermata a tutti i costi. “Un cessate il fuoco immediato e la fine del conflitto sono fondamentali per consentire una risposta umanitaria senza impedimenti e su larga scala che possa salvare vite. Le agenzie sono anche seriamente preoccupate per la minaccia di un’offensiva militare intensificata nella città di Gaza e per qualsiasi escalation del conflitto, poiché ciò avrebbe ulteriori conseguenze devastanti per i civili dove le condizioni di carestia già esistono. Molte persone – in particolare bambini malati e malnutriti, anziani e persone con disabilità – potrebbero non essere in grado di evacuare.”
Secondo le proiezioni entro la fine di settembre, oltre 640.000 persone si troveranno a fronteggiare livelli di insicurezza alimentare catastrofica in tutta la Striscia di Gaza.


