Carne e deforestazione, blitz di Greenpeace contro JBS

Carne e deforestazione, blitz di Greenpeace contro JBS

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Blitz di Greenpeace sia in America sia in Europa contro JBS. Borghi (Greenpeace Italia): “No alla quotazione alla Borsa di New York della multinazionale della carne più grande del mondo”.


Blitz di Greenpeace sia in America sia in Europa contro JBS S.A., cioè José Batista Sobrinho Sociedade Anônima. Dopo avere pubblicato il dossier “JBS: Cooking the Planet“, l’organizzazione non governativa (ONG) ha denunciato la multinazionale della carne più grande del mondo con base a San Paolo, in Brasile, per abusi ambientali, corruzione politica e violazione dei diritti umani. Non a caso, proprio qui, nella Capitale dello Stato dell’America del Sud, gli attivisti hanno interrotto l’assemblea degli azionisti dell’azienda, attraverso striscioni con scritto, in lingua portoghese, “#RispettateL’Amazzonia” e “JBS: il tuo profitto, la nostra estinzione”. Altri manifestanti, invece, dopo avere urlato slogan inequivocabili, hanno impersonato gli uomini al vertice del colosso alimentare, cioè i fratelli Joesley e Wesley Batista già coinvolti in inchieste giudiziarie.

Negli stessi minuti, a Montagna di Valtellina, in provincia di Sondrio, in Lombardia, gli ambientalisti si sono radunati davanti all’azienda Rigamonti celebre per la produzione della bresaola della Valtellina IGP, cioè di Indicazione Geografica Protetta. Attraverso cartelli con scritto, in lingua italiana e in lingua inglese, “Ogni fetta una ferita alle foreste” e “Carne che divora le foreste”, gli attivisti hanno denunciato la struttura basata nello Stivale ma appartenente al 100% a JBS S.A., cioè a José Batista Sobrinho Sociedade Anônima.

A fare scattare il blitz è stato l’ok della U.S. Securities and Exchange Commission alla multinazionale della carne più grande del mondo per la quotazione alla Borsa di New York. Attraverso il possibile trasferimento della società dal Brasile ai Paesi Bassi, almeno a detta di Greenpeace, i fratelli Joesley e Wesley Batista potrebbero detenerne addirittura l’85% con i soci di minoranza incapaci di fronteggiare eventuali problematiche ambientali, politiche e umane.

Carne e deforestazione, Borghi (Greenpeace Italia): “No alla quotazione alla Borsa di New York di JBS”

“JBS S.A., cioè José Batista Sobrinho Sociedade Anônima, e la sua fame di profitto a ogni costo rappresentano tutto ciò di sbagliato esistente nell’agricoltura industriale. La sua filiera continua ad alimentare la deforestazione in ecosistemi vitali come l’Amazzonia e le sue colossali emissioni, in particolare di metano, rivaleggiano perfino con le emissioni di alcune compagnie di combustibili fossili. L’impero della carne di JBS S.A., cioè di José Batista Sobrinho Sociedade Anônima, e delle sue succursali nel mondo è stato costruito sulla corruzione, sulle promesse non mantenute e sulla distruzione dell’ambiente. Non dovrebbe essere ricompensato con una quotazione alla Borsa di New York e una delocalizzazione nei Paesi Bassi sia per riempire le tasche dei suoi capi miliardari sia per finanziare un’espansione globale, così da contribuire a fare precipitare il pianeta Terra nel caos climatico. Per aziende come JBS S.A., cioè José Batista Sobrinho Sociedade Anônima, non c’è posto sui mercati pubblici. Chiediamo che la sua quotazione venga bloccata e che il Bureau Financieel Toezicht intervenga. Abbiamo bisogno che i governi chiedano conto all’agricoltura industriale dei danni causati in tutto il Globo, così da fermare il colosso della carne bovina“, ha dichiarato Martina Borghi, Campaigner Foreste di Greenpeace Italia.

 

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Carne e deforestazione, ecco la verità sulla bresaola della Valtellina IGP

Un filo invisibile unisce Brasile e Italia. Anche se ben 12 ore di aereo separano i due Stati, un noto salume rende le città di Brasilia e Roma vicine, anzi, vicinissime. Quale? La bresaola della Valtellina IGP, cioè di Indicazione Geografica Protetta. No, non avete capito male. Questo prodotto alimentare originario dell’Italia del Nord è ottenuto, infatti, da carni del Brasile. Tutto legale, lo diciamo subito. Ma perché un’eccellenza del Made in Italy arriva da così lontano? Da quale animale si ricava il pregiato salume? E acquistandolo, magari per le nostre diete, rischiamo di finanziare la deforestazione in Amazzonia? A rispondere a queste domande è Chiara Caprio, Responsabile Relazioni Istituzionali di Essere Animali: “Vi racconto tutta la verità sulla bresaola della Valtellina IGP, cioè di Indicazione Geografica Protetta“.

 

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