Blitz di Greenpeace Italia in Piazza Montecitorio, a Roma, per chiedere la discussione della proposta di legge “Oltre gli allevamenti intensivi”.
Blitz di Greenpeace Italia in Piazza Montecitorio, a Roma, nel Lazio. Dopo essere arrivati davanti alla Camera dei Deputati, gli ambientalisti hanno esposto un maiale gigante in cartapesta con scritto “Onorevoli, non potete più ignorarmi“. Un chiaro e inequivocabile riferimento alla proposta di legge “Oltre gli allevamenti intensivi” presentata nel 2024 e bloccata nei cassetti in attesa della calendarizzazione della discussione.
Ora non potete più ignorarlo!
Abbiamo portato un enorme maiale realizzato con materiali di riciclo in Piazza @Montecitorio per chiedere al Parlamento di sbloccare la nostra proposta di legge “Oltre gli allevamenti intensivi”Ecco cosa è successo https://t.co/ugcVvVZegu
— Greenpeace Italia (@Greenpeace_ITA) March 5, 2025
“Dobbiamo cambiare radicalmente il nostro sistema zootecnico con un quadro normativo e con un supporto economico adeguato per mettere le aziende nelle condizioni di passare da un modello intensivo a un modello agro-ecologico. Una sfida grande ma non più rinviabile. Necessario il coinvolgimento di tutti: dai decisori politici, alle aziende agricole, all’associazionismo, alla scienza“, ha dichiarato Simona Savini, Responsabile Campagna Agricoltura di Greenpeace Italia.
A presentare la proposta di legge “Oltre gli allevamenti intensivi” sono stati, oltre a Greenpeace Italia, Associazione Medici per l’Ambiente – ISDE, Lega Italiana Protezione Uccelli (LIPU), Terra! e WWF Italia. Un’urgenza che, soprattutto nel nostro Paese, non può essere più rimandata con l’industria zootecnica solita produrre oltre due terzi delle emissioni di ammoniaca responsabili della formazione delle polveri sottili. Un vero e proprio dramma soprattutto nella Pianura Padana considerata la “camera a gas dell’Europa” con l’aria pericolosa per la salute umana.
Non solo la protesta di Greenpeace Italia, ecco il documentario “Food for Profit” di Giulia Innocenzi
Si intitola “Food for Profit” il docufilm della giornalista Giulia Innocenzi su contraddizioni e orrori degli allevamenti intensivi in Europa. L’inchiesta realizzata in collaborazione con il regista Pablo D’Ambrosi e con la Lega Antivivisezione (LAV) è stata presentata in anteprima internazionale al Parlamento Europeo nel 2024. Un lavoro durato ben cinque anni tra immagini choccanti e testimonianze sottocopertura per svelare il vero volto dell’industria della carne nel Vecchio Continente. Già, perché l’Unione Europea prima promuove il Green Deal, cioè la transizione ecologica verso un pianeta Terra più sostenibile, e poi finanzia gli allevamenti intensivi con quasi il 20% del suo budget.
#FoodforProfit, di @giuliainnocenzi e Pablo D’Ambrosi, è un documentario che mostra il filo che lega l’industria della carne, le lobby e il potere politico.
Al centro ci sono i miliardi di € che l’ destina agli allevamenti intensivi.Scopri di piùhttps://t.co/kzt66KYFm0
— Food For Profit (@foodforprofit_) February 20, 2024
Un intreccio tra lobby zootecniche e politica, dunque, ma anche una vera e propria incoerenza soprattutto perché le strutture solite detenere maiali, mucche e polli inquinano, e non poco. Eppure, secondo “Food for Profit”, gli affari, cioè i soldi, sono più importanti del benessere degli animali, della salute umana, della salvezza del Globo. “Tra gli altri Paesi pronti a mostrare l’inchiesta, Australia, Belgio, Lussemburgo, Olanda e Taiwan”, aveva dichiarato a Teleambiente Giulia Innocenzi.


