Hamburger Day, quanta sofferenza c'è dietro un medaglione di carne?

Hamburger Day, quanta sofferenza c’è dietro un medaglione di carne?

Tabella dei Contenuti

Secondo Uber Eats, la capitale italiana dell’hamburger è Napoli con centinaia di ordinazioni quotidiane.

Un panino con carne bovina, suina o di pollo, una foglia di insalata, qualche patatina fritta, una fetta di formaggio e una spruzzata di maionese. Questi gli ingredienti tipici dell’hamburger per un pranzo veloce o una cena alternativa. Un pasto che, seppur criticato da medici, dietologi e nutrizionisti, continua a essere il simbolo della cultura dello street food. Proprio per questo, in occasione dell’Hamburger Day, in calendario ogni 28 maggio, tutto il mondo, dall’America, all’Asia, dall’Australia, all’Europa, festeggia il popolare panino amato da adulti e bambini. Secondo Uber Eats, la capitale italiana dell’hamburger è Napoli con centinaia di ordinazioni quotidiane. A seguire, sempre sul podio tricolore, Milano e Roma.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Uber Eats (@ubereats)

Eppure, nonostante il suo consumo, dietro a un medaglione di carne si nasconde la sofferenza degli animali imprigionati negli allevamenti intensivi. Sì, perché questi esseri senzienti – che siano buoi, maiali o polli – vivono l’inferno in terra tra maltrattamenti e malattie. Ed ecco perché la ricorrenza dell’Hamburger Day potrebbe trasformarsi in un’occasione per riflettere sulla provenienza dei cibi di origine animale sulle nostre tavole.

Pubblicità
Articoli Correlati