Hereditas Urbium, a Frascati esempi di rigenerazione urbana

Hereditas Urbium, a Frascati esempi di rigenerazione urbana

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“Hereditas Urbium: la città ereditabile”, dal 5 all’8 giugno, tra Frascati e Monte Porzio Catone, un convegno per proporre esempi concreti di una reale rigenerazione urbana che torni a realizzare architetture sostenibili.

Rigenerare le città per migliorare l’ambiente di vita, riproponendo la tradizione umanistica messa in crisi dal primato dell’economia e dal mito del consumismo.

In “Hereditas Urbium – la città ereditabile”, il convegno organizzato dall’Accademia Vivarium Novum dal 5 all’8 giugno nelle ville tuscolane tra Frascati e Monte Porzio Catone vengono presentati esempi di rigenerazione urbana.

Qualche amministrazione europea ha già iniziato questo percorso di rinascita urbana e come teleambiente auspichiamo che al più presto l’Italia avvii lo stesso progetto per piccoli e grandi centri.

Le città, purtroppo, nel corso dei decenni hanno preso una brutta piega”, ha spiegato a TeleAmbiente l’On. Fabio Rampelli, Vicepresidente della Camera dei Deputati. “Intanto hanno perso quel coefficiente di bellezza cui veniamo continuamente richiamati spesso non conoscendo il significato più profondo del concetto di bellezza, che non può fare a meno di ispirarsi alla tradizione, all’identità, che non significa passatismo. Tutto ciò che proviene dal passato deve essere aggiornato, ma nell’aggiornamento non si può perdere l’anima. Se si perde l’anima si perde la bellezza”.

Si tratta del più importante convegno mondiale sulla nuova architettura classica tradizionale e vernacolare, con il quale vogliamo dare un contributo a questo dibattito che si è acceso anche in Italia sulle rigenerazioni urbane. In particolare sulla rigenerazione delle periferie, nelle quali molto spesso persone, abbandonate dal mondo, dai concittadini, vivono in condizioni disumanizzanti. Noi vorremmo dare un contributo perché questa umanità invece risorga e venga alimentata anche dai buoni luoghi dell’abitare”, ha raccontato Luigi Miraglia, Presidente di Accademia Vivarium Novum.

Ambiente e salute, la relazione riguarda anche l’abitare

L’abitare non riguarda solo l’estetica ma anche la salute di chi vive certi luoghi: “non ci si rende conto di quanto l’ambiente all’interno del quale noi viviamo possa avere un’influenza positiva o nefasta sulla nostra salute”, ha spiegato a TeleAmbiente Ettore Maria Mazzola, professore di Architettura presso l’Università di Notre Dame e curatore dell’evento.

Esistono studi di neurofisiologia che dimostrano la diretta relazione tra una serie di patologie e l’ambiente in cui viviamo, che non è solo un problema legato all’inquinamento dell’ambiente. Anche la forma dell’ambiente all’interno del quale noi viviamo ha un’influenza nefasta. Sono stati fatti degli studi scientifici agghiaccianti, portando delle persone all’interno di ambienti costruiti in maniera normale o in maniera schizofrenica, come tanti progetti che vediamo in giro per il mondo, e purtroppo anche a Roma”, ha continuato Mazzola.

“Quello che è stato dimostrato è che le parti del cervello che vengono sollecitate da una forma di dolore se uno si ferisce, all’interno di ambienti agghiaccianti è stato notato come il cervello attivi queste stesse reazioni al dolore. Ciò significa che persone che vivono all’interno di questi ambienti possono sviluppare una serie di patologie che sono direttamente collegate all’operato di noi architetti”, ha concluso Mazzola.

Foto di copertina: Ambrogio Lorenzetti, Allegoria del buon governo nella città, 1339, Palazzo pubblico, Siena

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