Greenpeace, un flash mob per Gaza al Gianicolo: "Il governo revochi il Memorandum"

Greenpeace, un flash mob per Gaza al Gianicolo: “Il governo revochi il Memorandum”

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“Fermate il bagno di sangue a Gaza” si legge sullo striscione che gli attivisti di Greenpeace hanno srotolato nella fontana dell’Acqua Paola del Gianicolo a Roma.

L’azione vuole denunciare ancora una volta il massacro di civili palestinesi nella striscia di Gaza ad opera dell’esercito israeliano e il ruolo del governo italiano che non ha mai fermato l’invio di materiale bellico a Israele. L’associazione chiede la revoca del memorandum segreto di intesa militare in vigore tra Italia e Israele dal 2005 e che dovrebbe rinnovarsi automaticamente ogni 8 giugno.

Greenpeace chiede al governo italiano azioni concrete per porre fine alla strage della popolazione palestinese ormai allo stremo e arrivare a un cessate il fuoco immediato, incondizionato e permanente per fermare l’assalto ai civili e all’ambiente; il rilascio da parte di Hamas di tutti gli ostaggi; il rilascio da parte di Israele di tutti i palestinesi detenuti illegalmente.

Chiediamo al governo Meloni di revocare il Memorandum di intesa militare tra Italia e Israele e di interrompere qualsiasi collaborazione bellica con il governo guidato da Benjamin Netanyahu, affinché il nostro Paese non sia complice di crimini contro l’umanità”, dichiara Alessandro Giannì di Greenpeace Italia.

“Greenpeace chiede al governo italiano azioni concrete per porre fine alla strage della popolazione palestinese e
arrivare a un cessate il fuoco immediato. Domenica prossima il governo vuol rinnovare un
accordo militare con Israele. E’ quell’accordo che fa di noi dei complici di questa strage. Vogliamo la pace subito, vogliamo che i prigionieri e gli ostaggi vengano immediatamente rilasciati, vogliamo che la gente di Gaza
ormai all’estremo possa accedere in piena sicurezza a quei aiuti di cui ha disperatamente bisogno. Se l’Italia non bloccherà ogni trasferimento di materiale bellico da e verso Israele,-conclude Giannì- dovrà rispondere di favoreggiamento al genocidio”.

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