Il cielo oltre le polveri, Valentina Petrini: “Non parla solo di Taranto, ma del mondo intero”

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La giornalista e scrittrice tarantina parla a Teleambiente del suo nuovo libro, edito da Solferino.

Il dramma di Taranto e dell’ex Ilva, ma non solo. Il cielo oltre le polveri, nuovo libro di Valentina Petrini, affronta anche le sfide della transizione energetica, a livello globale.

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Il libro affronta una tematica dolorosa come gli effetti dell’inquinamento sulla salute, ma ce ne sono anche altre. Di quali si tratta?

Questo libro non parla solo di Taranto, ma fotografa la sfida della transizione ecologica anche nel resto del mondo. Taranto è un luogo simbolo di questa sfida, che ci riguarda tutti. Il libro cerca di mettere insieme almeno 15 anni di inchieste giornalistiche fatte sul campo e cerca anche di aprire scenari su ciò che viene fatto all’estero, perché è sempre illuminante scoprire come all’estero si prendano decisioni che hanno un approccio sul rapporto tra inquinamento e salute completamente diverso dal nostro.
Il libro poi racconta delle storie, anche con un linguaggio romanzato, che potrà interessare anche coloro che non sono esperti di tematiche ambientali. Il libro non parla solo di Taranto perché riguarda l’Italia.

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La storia dell’acciaieria più importante d’Europa è un pezzo di storia d’Italia, gloriosa (perché ha contribuito al nostro progresso economico) ma anche fallimentare (specialmente per quanto riguarda politica e istituzioni). Vorrei ricordare anche che in Parlamento si è cercato, nel dibattito sul Milleproroghe, di spostare i 575 milioni destinati alle bonifiche sulla decarbonizzazione. Quando parliamo di transizione ecologica, parliamo anche e soprattutto di transizione energetica: in questi giorni drammatici il prezzo di gas e petrolio sta schizzando alle stelle ma noi dobbiamo assolutamente renderci autonomi dalle fonti fossili e puntare sulle rinnovabili. Per questo, il libro è estremamente attuale: può essere discusso e contestato, quello che mi spaventa di più non sono le critiche, ma il silenzio e l’indifferenza“.

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