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Imballaggi, la filiera italiana chiede lo stop al negoziato Ue

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Quanto impattano sull’ambiente e sulla salute umana gli imballaggi di plastica? Troppo, secondo la Commissione europea, che da tempo vuole limitare l’uso di involucri di plastica a favore di altri contenitori più sostenibili.

Diverse sigle italiane tra cui Coldiretti, Filiera Italia, Cia, Confapi e Legacoop chiedono adesso alla Presidente del Parlamento Europeo di “bloccare i negoziati tra Commissione, Consiglio e Parlamento sulla proposta di Regolamento sugli imballaggi e rifiuti di imballaggio”. Non si tratta soltanto della volontà di ridurre i rifiuti di plastica in circolazione nell’Unione. A preoccupare sono anche le cosiddette sostanze chimiche per sempre; i Pfas e il bisfenolo A, sostanze presenti nei contenitori di plastica che possono trasferirsi agli alimenti ed essere ingerite dagli esseri umani.

L’Efsa, Autorità europea per la sicurezza alimentare, ha indicato possibili rischi per la salute umana derivanti dall’ingestione di tali sostanze chimiche. A dicembre del 2023 il Consiglio Ue aveva approvato una posizione negoziale, votata da tutti i Paesi membri tranne l’Italia, valida come mandato per i negoziati con il Parlamento al fine di giungere a una nuova legge.
Dopo l’annuncio del Commissario responsabile per l’ambiente, Virginijus Sinkevičius, di un nuovo studio di impatto degli imballaggi, arriva la richiesta della filiera italiana di bloccare i negoziati e lasciare che sia il nuovo Parlamento europeo, che verrà eletto a giugno 2024, a ridiscutere la questione. “ È necessario –sostengono i firmatari – che il Parlamento Europeo si attivi affinché venga tutelato il testo di compromesso ottenuto dal PE quale punto di equilibrio delle compatibilità ambientali, sociali ed economiche”.

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