Imprese europee a favore di regole forti sulla sostenibilità aziendale. Il sondaggio YouGov

Imprese europee a favore di regole forti sulla sostenibilità aziendale. Il sondaggio YouGov

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Secondo i dati del nuovo sondaggio YouGov la maggioranza delle imprese europee supporta l’obbligo di regole forti sulla sostenibilità aziendale e ritiene che siano fondamentali per la competitività dell’azienda. 

Le imprese europee bocciano decisamente i tagli alle norme sulla sostenibilità. È quanto emerge da un nuovo sondaggio YouGov commissionato dal think tank indipendente sul clima E3G, che ha intervistato 2.500 dirigenti aziendali in cinque grandi economie europee (Italia, Germania, Francia, Polonia e Spagna), tra cui 500 in Italia.

I risultati mostrano un netto contrasto tra le proposte di deregolamentazione contenute nel Pacchetto Omnibus UE e le reali esigenze delle aziende. Il quadro è particolarmente chiaro in Italia: il 75% dei manager sostiene l’obbligo di piani di transizione climatica per le grandi imprese, mentre solo il 4% si dice contrario. Inoltre, il 60% considera la sostenibilità ambientale cruciale per la competitività della propria azienda, contro appena il 21% che la giudica irrilevante.

Particolarmente significativo è il dato sulla rendicontazione della sostenibilità: quasi sei manager italiani su dieci (58%) ritengono che la raccolta e la comunicazione regolare dei dati ESG siano strumenti efficaci per attrarre investimenti, mentre solo l’8% esprime parere contrario. Questa convinzione è ancora più forte tra le medie e grandi imprese europee (250-999 dipendenti), dove raggiunge il 68%.

“I responsabili politici europei stanno adottando misure miopi”, afferma Daniele Ciatti, Policy Advisor di E3G. “Il processo Omnibus si è trasformato in un tentativo affrettato di smantellare le norme sulla sostenibilità con il pretesto di semplificare la rendicontazione aziendale, senza nemmeno consultare le imprese”.

Il sondaggio evidenzia come le aziende preferiscano soglie più basse per gli obblighi di rendicontazione: il 37% degli italiani indica 250 dipendenti come limite ideale per l’applicazione della Direttiva sulla Rendicontazione della Sostenibilità Aziendale (CSRD), ben al di sotto dei 1.000 proposti dalla Commissione. Solo una piccola minoranza (11%) vorrebbe soglie più elevate, tra i 2.000 e oltre i 3.000 dipendenti.

La visione delle imprese è chiara anche sul ruolo dell’Europa: il 73% dei manager italiani ritiene che l’UE debba essere leader globale negli standard di sostenibilità, mentre solo il 5% è contrario. Questo orientamento si riflette anche nella percezione del vantaggio competitivo: oltre la metà (52%) crede che regole che impongono il rispetto di standard ambientali e sociali possano garantire all’UE un vantaggio competitivo di lungo periodo rispetto a Cina e Stati Uniti.

L’incertezza normativa sta già impattando pesantemente sul business: il 44% dei manager italiani ammette che sta ritardando le decisioni di investimento. Il problema è ancora più sentito tra le grandi aziende europee, dove oltre sei su dieci (63%) tra quelle di medie e grandi dimensioni condividono questo timore. Con il Parlamento europeo pronto a definire la propria posizione sull’Omnibus a ottobre, le imprese chiedono con forza regole chiare e ambiziose, non deregolamentazione.

 

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