Solo nel 2006 erano andati bruciati più ettari, ma le fiamme sono ancora quasi del tutto fuori controllo e vengono alimentate dai forti venti e dalle temperature insolitamente calde.
Almeno una vittima, ma il bilancio definitivo potrebbe essere più grave, in un vastissimo incendio che sta flagellando il Texas. Per estensione, si tratta del secondo più grande della storia dello Stato, dopo quello del 2006. Contenere le fiamme si sta rivelando difficile se non impossibile, anche perché il forte vento sta alimentando i roghi che bruciano intere praterie a una velocità fuori controllo.
Particolarmente grave appare la situazione nella regione di Smokehouse Creek, dove i vigili del fuoco sono riusciti a contenere solo il 3% delle fiamme. Solo in questa zona, l’incendio ha divorato 344mila dei 404mila ettari totali di verde andati già perduti nelle ultime ore. A rendere particolarmente difficile le operazioni dei vigili del fuoco, oltre ai fortissimi venti, anche le temperature anomale, ben al di sopra della media del periodo. E come se non bastasse, continuano a originarsi nuovi roghi, anche se di dimensioni più circoscritte.
A perdere la vita, finora, è stata una donna di 83 anni residente a Stinnett, dove oltre una ventina di edifici sono stati distrutti. Migliaia gli sfollati in tutto lo Stato, dove in queste ore vengono allestiti dei rifugi per chi è stato costretto ad abbandonare immediatamente la propria casa. Non mancano disagi di minore entità, come l’interruzione di elettricità o di acqua corrente. Ad Amarillo, inoltre, sono stati fatti evacuare i dipendenti di un impianto di assemblaggio di armi nucleari, con l’attività che è stata subito sospesa per motivi di sicurezza. Greg Abbott, governatore texano, ha dichiarato lo stato di calamità per ben 60 contee, mentre il presidente statunitense Joe Biden sta seguendo la situazione in tempo reale rimanendo in costante contatto con tutte le autorità locali.
La speranza, anche alla luce delle previsioni meteo, è che nelle prossime ore le temperature possano finalmente scendere e che possa arrivare anche la pioggia a dare manforte a chi combatte in prima linea contro i roghi. Per tutto il mese di febbraio non solo il Texas, ma altri territori degli Stati Uniti e del Canada, hanno dovuto affrontare ondate di calore anomale, che hanno portato le temperature più vicine ai livelli estivi che a quelli invernali. Climatologi e meteorologi non hanno dubbi: una situazione simile è dovuta a due cause principali, ovvero gli effetti del cambiamento climatico e quelli di El Niño.


