“In passato la gente pensava che fossi pazzo, ma guarda il risultato ora”. La sfida di Sadiman, l’uomo che è riuscito dopo 24 anni a piantare alberi sulle colline aride di Giava che hanno reso fertile un terreno soggetto a siccità.
Un tempo considerato pazzo dai compaesani, l’eco-guerriero indonesiano Sadiman, 69 anni, cappello da ranger e maglietta da safari, ha trasformato le aride colline di Giava in Indonesia in 250 ettari di terreno fertile dopo 24 anni di sforzi, rendendo disponibili le risorse idriche nella regione montuosa soggetta alla siccità in cui vive.
Affettuosamente chiamato “mbah” o “nonno”, Sadiman ha lavorato incessantemente per piantare alberi sulle colline di Giava: “Ho pensato tra me e me, se non avessi piantato alberi di banyan, questa zona sarebbe diventata secca. Nella mia esperienza, gli alberi di banyan e di ficus possono immagazzinare molta acqua”.
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Once considered crazy by fellow villagers, Indonesian eco-warrior Sadiman has turned barren hills green after 24 years of effort, making water resources available in the drought-prone mountainous region where he lives. https://t.co/BGErkLeae7
— Reuters Science News (@ReutersScience) March 19, 2021
Decía Alec Issigonis, el ingeniero del Mini, que “un dromedario es un galgo creado por un comité”. Del mismo modo, una reforestación a cargo de un grupo de expertos difierería del bosque de 250 ha. y 11000 árboles que un indonesio, Sadiman, plantó en el centro de la Isla de Java. pic.twitter.com/GLtQyDJDqi
— Balaustrebaladí (@balaustrebaladi) March 12, 2021
Le radici di almeno 11.000 alberi di banyan e ficus che Sadiman ha piantato su oltre 250 ettari (617 acri) aiutano a trattenere le acque sotterranee e prevenire l’erosione della terra. Grazie al suo impegno si sono formate sorgenti dove un tempo c’erano terreni aridi e la loro acqua convogliata alle case e utilizzata per irrigare le fattorie.
Ma all’inizio pochi abitanti del villaggio apprezzarono il suo lavoro: “La gente mi ha deriso per aver portato i semi dell’albero di banyan al villaggio perché credevano che ci fossero degli spiriti in questi alberi“, afferma Sadiman.
Alcuni pensavano addirittura che fosse un pazzo perché barattava gli alberelli con le capre che allevava, racconta un abitante del villaggio, Warto. “In passato la gente pensava che fosse pazzi, ma guarda il risultato ora”, ha aggiunto Warto. “È in grado di fornire acqua pulita per soddisfare le esigenze delle persone in diversi villaggi“.
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Sadiman finanzia anche il suo lavoro attraverso un vivaio di piante come chiodi di garofano e jackfruit che può vendere o barattare. La mancanza di pioggia nella zona in cui ha piantato alberi una volta aveva limitato gli agricoltori a un solo raccolto all’anno, ma ora le abbondanti fonti d’acqua ne garantiscono due o tre.
“Spero che le persone qui possano avere una vita prospera e felice“, aggiunge l’attivista indonesiano con le lacrime agli occhi.


