Influenza aviaria in Europa, primo caso in una pecora

Influenza aviaria in Europa, primo caso in una pecora

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Primo caso di influenza aviaria in una pecora di una fattoria del Regno Unito. Bassetti: “Speriamo che il contagio tra esseri umani avvenga il più tardi possibile”.

Primo caso di influenza aviaria in una pecora di una fattoria dello Yorkshire, in Inghilterra, nel Regno Unito. A confermare la presenza del virus H5N1 nel latte dell’ovino è stato il Department for Environment, Food and Rural Affairs (DEFRA) del Regno Unito. Dopo avere abbattuto l’animale per evitare la diffusione del contagio, gli scienziati hanno sottoposto ad alcuni test l’intero gregge. Fino a oggi, però, nessun’altra pecora è risultata positiva alla malattia virale. Di certo, le Autorità Locali hanno invitato gli allevatori a controllare lo stato di salute del bestiame. In caso di animali con sintomi sospetti necessaria l’immediata segnalazione ai medici veterinari.

Intanto, almeno per ora, a detta degli scienziati, il virus H5N1 circolante in Europa, a differenza del virus H5N1 circolante negli Stati Uniti d’America tra i bovini da latte, riuscirebbe a infettare soltanto gli ovini. La mancanza di un monitoraggio specifico, però, potrebbe nascondere una circolazione silenziosa dell’agente patogeno.

Il virus H5N1 è furbo, cambia aspetto e passa tra le specie animali: dai polli alle vacche, dai gatti alle pecore. Speriamo che il contagio tra esseri umani avvenga il più tardi possibile, così da avere nuovi farmaci e nuovi vaccini. Dobbiamo essere uniti, però, altrimenti siamo colti di sorpresa“, ha commentato all’AdnKronos l’infettivologo e direttore della Clinica Malattie Infettive dell’IRCCS Ospedale “San Martino” di Genova, Matteo Bassetti.

 

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Per evitare il contagio i comportamenti sono sempre gli stessi: non toccare animali a rischio oppure infetti; lavarsi spesso le mani e non passarle su occhi, naso e bocca; cucinare bene prodotti alimentari di origine animale come carne, uova e latte; e collaborare, in caso di viaggi in località particolari, con le Autorità Sanitarie per il monitoraggio della patologia“, ha spiegato nel Magazine di Teleambiente dedicato all’influenza aviaria il ricercatore di Statistica Medica ed Epidemiologia Molecolare dell’Università Campus Biomedico di Roma, Francesco Branda.

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