Una “barriera” di capelli umani, ricavati da quello che resta dopo un taglio nel pavimento dei parrucchieri, verrà utilizzata prossimamente contro i sempre più frequenti disastri ambientali causati da navi incagliate: un muro che assorbirà il petrolio prima che arrivi alla riva.
Un nuovo modo per ridurre l’impatto ambientale dei saloni di bellezza: i capelli tagliati dai parrucchieri verranno utilizzati per assorbire le fuoriuscite di petrolio.
Negli ultimi 10 mesi, 550 saloni nel Regno Unito e in Irlanda hanno aderito al Green Salon Collective (GSC), un’iniziativa che riduce gli sprechi dei saloni attraverso programmi di riciclo e formazione.
Inquinamento, lana di pecora sarda per ripulire i mari dagli idrocarburi
“I saloni di parrucchiere sono uno dei maggiori contributori allo spreco ambientale“, ha detto il co-fondatore di GSC Paul Seaward. “Siamo rimasti scioccati nel vedere quanto è indietro il Regno Unito con la sostenibilità dei saloni, questo era atteso da tempo”.
Shout out to @sianstreips who wanted to highlight (see what I did there !) the #GreenSalonCollective who collect foils, aerosols & empty colour tubes from hairdressers. So hardly anything goes to landfill. Why not ask your hairdressers if they do & give them a shout out👍😘 https://t.co/xg4OY7AurF
— Ena Lloyd 🏴 (@ena_lloyd) July 25, 2020
Circa il 99% dei tagli di capelli dai saloni viene inviato alle discariche, afferma GSC, ma come parte dell’iniziativa il gruppo ha iniziato a raccogliere i capelli per realizzare hair-boom: tubi di cotone o nylon imballati con capelli, che vengono posizionati sulle rive del spiagge per fermare la diffusione delle fuoriuscite di petrolio.
Mauritius di nuovo in pericolo. Una nave carica di petrolio si è arenata nell’Oceano Indiano
GSC afferma che finora sono stati raccolti 500 kg di capelli, di cui 50 kg sono stati utilizzati nelle operazioni di pulizia.
Altri capelli avanzati vengono dati agli agricoltori da utilizzare nel compost poiché contengono proteine e azoto che arricchiscono le piante.
I coloranti per capelli e la candeggina invece vengono solitamente lavati nel lavandino, rappresentando un rischio in quanto possono rilasciare tossine che inquinano il suolo e le acque sotterranee. I saloni che partecipano al programma sono in grado di raccogliere i liquidi di scarto e inviarli a un impianto per essere bruciati per generare energia elettrica per la rete nazionale.


