Le autorità russe hanno lanciato un’indagine per scoprire la causa della colorazione arancione dei fiumi, probabilmente causata dai resti acidi delle vicine centrali di carbone.
I pubblici ministeri russi stanno ispezionando una struttura dai cui dovrebbe provenire il deflusso acido che sta colorando di arancione i fiumi della zona.
I filmati sui droni caricati la scorsa settimana da un travel blogger su Instagram hanno mostrato un paesaggio di un arancione brillante vicino alla miniera di solfuro di rame in disuso vicino al villaggio di Lyovikha.

“L’ufficio del procuratore distrettuale di Nižnij Tagil ha iniziato a controllare la struttura per il trattamento delle acque reflue della miniera di Levikhinsky“, ha dichiarato un portavoce, Marina Kanatova.
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La miniera “è allagata e ora ne defluiscono fiumi acidi, avvelenando tutto ciò che toccano”, ha scritto il blogger zamkad_life per descrivere la serie di immagini che sono diventate virali. I video sul suo account mostrano i flussi di colore arancione che si aprono sul paesaggio boscoso.
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L’ecologista Andrei Volegov, che presiede un’organizzazione non governativa locale, Ecopravo, ha dichiarato su Facebook che l’acqua inquinata doveva essere neutralizzata in uno “stagno artificiale”, costruito per l’occasione ma che è esondato a causa delle forti piogge.
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Volegov ha avvisato i pubblici ministeri della situazione lo scorso anno e ha ricevuto come risposta la giustificazione che la società responsabile degli inquinanti non era adeguatamente finanziata e non poteva acquistare abbastanza calce per neutralizzare l’acido.


