goletta dei laghi

Inquinato il 36% delle acque marine e lacustri italiane. Il bilancio

Tabella dei Contenuti

Il 36% delle acque marine e di lago monitorate da Goletta Verde e Goletta dei Laghi, due campagne di Legambiente che hanno registrato valori oltre i limiti di legge.

Nel suo bilancio finale l’associazione diffonde i dati raccolti nel 2024. In media è stato rilevato un punto inquinato ogni 76 km di costa, si è passati dal 31% del 2022, al 36% del 2023 fino al 37% di quest’anno. Nei laghi l’inquinamento è maggiore del 10% rispetto al 2023.

Le cause dell’inquinamento

Maladepurazione, scarichi abusivi e aumento degli eventi estremi che si ripercuotono sugli impianti di depurazione sono i principali colpevoli dei numeri registrati. Per questo Legambiente torna a chiedere un piano nazionale per la tutela di mare e laghi: “il completamento e l’ammodernamento dei depuratori che risentono anche degli eventi meteo estremi, i piani di adattamento al clima, più aree marine protette entro il 2030 e virata decisa su rinnovabili ed eolico offshore definendo lo spazio marittimo”.

Quest’anno l’associazione ha monitorato 18 punti critici “osservati speciali” sottoposti a tre prelievi aggiuntivi a quello ufficiale; Su 45 campioni, 32 lungo la costa e 13 nei laghi, il 69% ha mostrato concentrazioni al di sopra dei limiti di legge anche nei mesi precedenti al periodo estivo.

Anche quest’anno Goletta Verde e dei laghi, insieme agli osservati speciali, – commenta Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – ci ricordano come i fiumi ed i canali che si immettono in mare e nei laghi possano essere veicolo di inquinamento dovuto ad una cattiva o assente depurazione. Un tallone d’Achille del nostro Paese che ha già pagato sanzioni pecuniarie per oltre 142 milioni di euro. Per questo oggi lanciamo la proposta di un piano nazionale per mare e laghi basato su quattro pilastri per contrastare anche la crisi climatica: dal sistema di depurazione ai piani di adattamento al clima passando per più aree protette; ma è fondamentale investire anche su rinnovabili ed eolico offshore su cui l’Italia è in forte ritardo con un solo parco eolico attivo, quello di Taranto, e zero progetti autorizzati tra gli 87 segnalati sul portale VAS-VIA del Mase. Pochi quelli ammessi alla valutazione di impatto ambientale, nonostante un potenziale importante messo in evidenza proprio da questi per una potenza complessiva di almeno 68 GW, ma anche dal fermento dimostrato con le richieste di connessione a Terna, che a fine giugno, arrivano a 133 per 84 GW di potenza. Impianti che non si faranno certamente tutti, ma che mettono in evidenza le potenzialità dei nostri territori”.

“I risultati di Goletta Verde e dei Laghi – aggiunge Andrea Minutolo, responsabile scientifico di Legambiente, – risentono spesso anche delle differenti condizioni meteorologiche avute nei mesi estivi di questi ultimi due anni, in cui si è passati da una condizione di siccità dominante in tutto il territorio del centro nord della penisola, con fiumi in secca e canali prosciugati, ad un’estate come quella in corso che è stata caratterizzata invece da frequenti ed abbondanti piogge che possono aver mandato in sofferenza gli impianti di depurazione. Evidenze che si sono viste soprattutto nel corso della Goletta dei laghi dove, rispetto al 2023, quest’anno è cresciuta la percentuale complessiva di punti oltre il limite di legge, passando dal 23% dell’anno scorso al 33% del 2024”.

Le proposte per affrontare l’emergenza del granchio blu

Legambiente aveva presentato tre proposte al neo commissario Caterino all’indomani della sua nomina:

L’uso delle nasse, attrezzi di pesca selettiva e a basso impatto ambientale, è la strada giusta per la pesca del granchio. L’associazione ricorda che si tratta solo di una soluzione temporanea. Si chiede infatti di non aggirare le norme su pesca a strascico

La velocizzazione del processo di ristori e indennizzi alle imprese del settore ittico e dell’acquacoltura costrette a fronteggiare perdite che sfiorano il 100%.

Infine si chiede di continuare l’opera di monitoraggio e di ricerca scientifica. Solo attraverso lo studio del fenomeno può essere elaborata una risposta definitiva all’emergenza.

Pubblicità
Articoli Correlati