Instagram, da domani addio ai filtri di bellezza realizzati con la Realtà Aumentata

Instagram, da domani addio ai filtri di bellezza realizzati con la Realtà Aumentata

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A partire da domani Instagram eliminerà i filtri di bellezza realizzati con la Realtà Aumentata, mentre rimarranno quelli realizzati da Meta che sono circa 150

Da domani, su Instagram, non saranno più disponibili i filtri di bellezza realizzati con la Realtà Aumentata, attraverso la piattaforma Spark, dunque un ente terzo rispetto a Meta. A darne l’annuncio è proprio la compagnia guidata da Mark Zuckerberg che, con un post sul blog di Meta ha chiarito che la decisione “fa parte dei nostri sforzi più ampi per dare priorità ai prodotti che riteniamo soddisferanno al meglio le future esigenze dei nostri consumatori e clienti aziendali”.

Le critiche negli anni ai filtri di bellezza

I filtri di bellezza erano stati a lungo criticati, in particolare il loro abuso, per una serie di motivi. Innanzitutto trasformavano la fisionomia di chi li utilizzava, veicolando un’immagine di sé falsa e tendenziosa. I principali filtri di bellezza di Instagram, infatti, permettevamo di avere una pelle liscia e senza imperfezioni, un naso più piccolo, labbra rimpolpate come se fossero sotto effetto di filler, o ancora gli zigomi gonfiati.

L’impatto dei filtri Instagram sugli utenti

Inoltre, negli anni, questi filtri sono stati perfezionati al punto da non riuscire sempre a distinguere un’immagine naturale da una ritoccata. Tutto questo ha chiaramente un impatto sugli utenti, soprattutto quelli più giovani, che possono sperimentare disturbi psicologici o casi di dismorfofobia, ossia l’ossessione nei confronti di una parte del corpo, ritenuta imperfetta.

Niente più filtri da Instagram?

Meta ha chiarito nel suo annuncio che, dal 14 gennaio, non ci saranno più i filtri realizzati dalla piattaforma Spark, con cui la collaborazione terminerà. Questo implica non solo l’assenza dei filtri di bellezza, ma anche di altre tipologie, come quelli realizzati dai marchi o dai creator, dunque da parti terze rispetto a Meta.

Altre tipologie di filtri su Instagram

Gli utenti diranno addio anche a filtri come le orecchie da coniglio o da gatto, o quelli che trasformano l’utente nel personaggio di una serie tv o di un cartone animato, insomma filtri divertenti che sono sempre stati abbondantemente adoperati per pubblicare nuovi contenuti social. I filtri di Meta, invece, rimarranno a disposizione degli utenti, ma si tratta di circa 150 filtri in totale, una scelta molto ridotta rispetto a quella attualmente a disposizione.

La scelta di TikTok sui filtri di bellezza

In realtà Instagram non è la prima piattaforma social a dire basta ai filtri d bellezza. Prima di questo social anche TikTok aveva deciso di porre un freno a questi strumenti, soprattutto per i minorenni. La scelta di porre questo divieto ai minorenni era legata ai problemi di autostima dei ragazzi e delle ragazze e alla loro accettazione.

Il sondaggio inglese

La scelta di TikTok partiva da un rapporto realizzato da non profit inglese Internet Matters, che esaminava cosa pensano i giovani e i genitori dei concetti di autenticità, appartenenza e connessione nella loro vita online e come questi sentimenti possano essere supportati dalle piattaforme online. Il problema, tuttavia, rimane sempre quello della verifica dell’età, considerano che un numero elevato di minorenni mente sulla propria età per non dover incorrere in alcun tipo di limitazione.

Tempo di cambiamenti per Meta

Meta sta attraverso un periodo di grandi cambiamenti e questo dei filtri è solo l’ultimo esempio. Ha fatto molto discutere l’annuncio del CEO Mark Zuckerberg, qualche giorno fa, di eliminare i programmi di fact checking, a favore del sistema di Community Notes, come attualmente viene adoperato su X. UN tentativo, secondo gli analisti politici, di avvicinarsi a Donald Trump che, dal prossimo 20 gennaio, sarà il nuovo presidente degli Stat Uniti d’America. Tuttavia questa svolta verso Trump e il suo fedele consigliere Elon Musk non piace agli inserzionisti e dunque potrebbe costare care a Mark Zuckerberg.

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