Google continua a perdere terreno tra le generazioni più giovani, che invece preferiscono l’Intelligenza Artificiale per la ricerca di informazioni
Google addio, benvenuta Intelligenza Artificiale. Le giovani generazioni riscrivono le proprie abitudini digitali, come evidenzia un nuovo sondaggio condotto da Vox Media che ripensa internet e il web.
Il sondaggio di Vox Media
Il 61% della Gen Z e il 53% dei Millennial utilizzano strumenti di Intelligenza Artificiale al posto di Google o di altri motori di ricerca tradizionali. È il dato cruciale che emerge dal sondaggio di Vox Media. Le giovani generazioni cambiano approccio rivolgendosi all’IA, ma anche ad altre piattaforme come i social media, TikTok in primis. Questo perché, secondo gli intervistati, la qualità delle informazioni fornite dai motori di ricerca sta peggiorando e ci sono troppi risultati di ricerca che sono promossi o sponsorizzati e solo il 14% considera questi risultati sponsorizzati come “molto utili”.
Le ricerche della Gen Z
Oltre all’Intelligenza Artificiale, la Gen Z sta ridefinendo questa attività attraverso l’utilizzo di altre piattaforme. D’altronde in un’epoca in cui dominano video veloci e di breve durata, consigli di influencer e ispirazione visiva, i motori di ricerca tradizionali non sono più i custodi delle informazioni. Ecco che piattaforme come TikTok, Pinterest e Instagram stanno diventando i canali preferiti dalle giovani generazioni. Infatti quasi il 40% degli utenti della Generazione Z preferisce TikTok o Instagram rispetto a Google per le ricerche, dai consigli sui ristoranti all’ispirazione sulla moda.
TikTok e Pinterest
La chiave del successo di TikTok, secondo la Gen Z, è l’autenticità. Circa 4 consumatori su 10 preferiscono seguire creator con cui ci si può identificare rispetto alle pubblicità tradizionali, con le raccomandazioni degli influencer che sono considerate più affidabili della classica pubblicità. Pinterest il social prediletto soprattutto per i contenuti su stile di vita, moda e fai da te ed è impiegato per un’esplorazione visiva e la ricerca di una inspirazione da parte dell’utente.
Intelligenza Artificiale? Nì
Se da una parte l’Intelligenza Artificiale viene sfruttata per le ricerche, dall’altra rimangono dei dubbi su questo strumento. Dal sondaggio di Vox Media emerge che l’intelligenza artificiale è potente ma non sempre gradita, perché l’ascesa dell’automazione ha lasciato molti a disagio. Le persone non vogliono che le loro interazioni sembrino automatizzate o manipolative, ma vogliono un coinvolgimento guidato dall’uomo.
La Generazione Beta e l’Intelligenza Artificiale
Il 2025 ha dato avvio a una nuova generazione, la Beta, che comprende chi nascerà tra il 2025 e il 2039. Questo nuovo gruppo viene già definito come la generazione dei “nativi digitali” perché nascono e si trovano a interagire con una società fortemente digitalizzata e in evoluzione costante. Inoltre la Gen Beta sarà la prima a considerare l’IA come un elemento normale della vita quotidiana, ma proprio per questo potranno comprenderlo meglio e utilizzarlo nel modo migliore, senza incorrere in pericoli.
Gli italiani e l’IA
Gli italiani utilizzano sempre di più l’Intelligenza Artificiale: secondo un’indagine condotta da Microsoft, il 22% delle persone ha utilizzato l’intelligenza artificiale negli ultimi tre mesi, registrando un +8% rispetto al 2023. Tuttavia sono in moti a utilizzare questo strumento senza comprenderne il funzionamento. Secondo un’altra indagine condotta da Generazioni Connesse – il Safer Internet Centre Italiano il 97% del campione intervistato ha sentito parlare di Intelligenza Artificiale, ma solo il 35% conosce come funzionano gli algoritmi.
Conoscere l’IA
Per comprendere meglio questo strumento la Giornata dell’Educazione del 2025, che si è celebrata lo scorso 24 gennaio, è stata dedicata proprio al tema dell’IA, anche per sensibilizzare sul tema della ancora troppo scarsa formazione degli insegnanti sull’argomento. L’Intelligenza Artificiale, infatti, può costituire uno strumento utile per il lavoro dell’insegnante, senza però arrivare a sostituirlo.


