L’eruzione dopo quasi due mesi di intensa attività sismica nella zona. La cittadina era stata evacuata nello scorso novembre.
Dopo quasi due mesi di intensa attività sismica, è iniziata l’eruzione del vulcano Fagradalsfjall, nei pressi di Grindavik, nel Sud-Est dell’Islanda. La cittadina, che ha un’economia basata soprattutto sulla pesca, nel novembre scorso aveva visto l’evacuazione di tutti i suoi residenti, poco più di tremila persone, proprio a causa delle scosse di terremoto, preludio all’eruzione delle scorse ore, che avevano devastato strade, edifici e altre infrastrutture.
L’eruzione, iniziata nella tarda serata di lunedì 18 dicembre, è la quarta nel giro di tre anni nella zona della penisola di Reykjanes. Si tratta, questa volta, di un’eruzione a carattere effusivo, localizzata a poco più di tre chilometri a Nord di Grindavik e avvenuta in seguito ad un nuovo sciame sismico durato circa un’ora. Di questo sciame, la scossa più forte registrata è stata di magnitudo 4.
I terremoti degli ultimi due mesi, considerati un chiaro avvertimento di un’imminente eruzione, avevano causato danni notevoli a tutta la cittadina di Grindavik. L’eruzione delle scorse ore, che si è estesa per oltre quattro chilometri e ha letteralmente colorato anche il cielo di arancione, ha indotto le autorità ad evacuare altri piccoli centri che si trovano a poca distanza dalla linea del fuoco.
Ora l’eruzione viene seguita costantemente e con attenzione, soprattutto per quanto riguarda l’intensità delle emissioni di anidride solforosa dal terreno: i valori sono decisamente al di sopra dell’ordinario e si temono forti ripercussioni sul traffico aereo, come avvenuto sempre in Islanda nel 2010. Al momento, però, tutti i voli da e per l’Islanda restano confermati.


