+7,5%, di tanto sono aumentate le esportazioni all’estero di cibo e bevande italiane nel 2024 rispetto all’anno precedente. La cifra record di 70 miliardi di euro di valore dell’export dell’agroalimentare è stata mancata di pochissimo.
A confermare il momento di grazia vissuto dal Made in Italy nel 2024 è Ismea, l’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare, nel suo Report “AgriMercati” relativo al IV trimestre 2024. l’Istituto registra anche un aumento delle importazioni agroalimentari pari al 7,2%.
Le prime stime Istat per l’anno 2024 indicano un incremento in volume sia della produzione sia del valore aggiunto dell’agricoltura. La crescita della produzione ha riguardato sia le coltivazioni, sia il comparto zootecnico, sia le attività secondarie, in calo, invece, le attività dei servizi agricoli. L’annata è stata favorevole per frutta, ortaggi freschi e vino; in flessione per cereali, olio d’oliva e foraggi. Sul fronte economico, l’andamento dei prezzi dei mezzi correnti di produzione conferma un calo nel 2024 del 3,7% del valore medio dell’indice Ismea rispetto al 2023; salgono, invece, dello 0,9% quelli dei prodotti agricoli. La produzione dell’industria alimentare aumentata dell’1,8% rispetto all’analogo periodo del 2023, a fronte di una riduzione del 3,7% di quella del manifatturiero nel complesso.
“L’agroalimentare italiano continua a dimostrarsi una colonna portante della nostra economia e i dati relativi al 2024 ce lo confermano con chiarezza. Il nuovo Report Agrimercati di ISMEA sul quarto trimestre dell’anno, restituisce un quadro incoraggiante, che premia il lavoro, la dedizione e la qualità che da sempre contraddistinguono le nostre filiere agricole e alimentari”. Lo scrive il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida commentando i dati contenuti nel report di ISMEA, . “Questi risultati- prosegue il Ministro Lollobrigida- sono frutto dell’impegno dei nostri imprenditori, ma anche di un Governo – quello guidato da Giorgia Meloni – che crede nel settore primario e lo sostiene con azioni concrete. L’agroalimentare non è solo economia: è identità, è territorio, è orgoglio italiano. E noi continueremo a valorizzarlo, in Italia e nel mondo”, ha concluso il Ministro.
Un quadro di crescita che nel 2025 è stato messo a repentaglio dalla politica dei dazi avviata dagli Stati Uniti, i dazi del 20% imposti su tutte le merci europee esportate negli States sono stati sospesi dopo pochi giorni dall’entrata in vigore fino al prossimo luglio. A convincere Trump sono stati sia i 14.500 miliardi di valore azionario perduti dalle borse di tutto il mondo nei cinque giorni di annuncio delle tariffe, sia la minaccia cinese di vendere il debito statunitense nelle mani di Pechino. La banca centrale cinese sta acquistando meno debito statunitense rispetto al normale e la Cina appare determinata a non cedere al ricatto di Trump; nei confronti dei prodotti Usa importati rimangono le tariffe all’85%.
Si è così generata una condizione di incertezza che ha causato importanti crolli in borsa e la perdita di fiducia nella crescita degli scambi commerciali. Una spada di Damocle economica che sembra destinata a generare una recessione negli Stati Uniti con effetti a catena sui maggiori partner economici, tra questi l’Unione europea. Secondo i dati elaborati dall’Istat i dazi provocherebbero una perdita del Più dello 0,2% nel 2025 e dello 0,3% nel 2026. Anche secondo Banca d’Italia un contraccolpo sarà inevitabile se vi sarà un forte rallentamento del commercio mondiale.
In queste ore la Presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni, si trova negli Stati Uniti per un incontro con il Presidente Donald Trump. Meloni sarà ricevuta alle 18.00 dal POTUS (President of the United States) sul tavolo i dazi all’Europa, la possibilità di trovare un accordo economico che salvi gli scambi commerciali tra le due sponde dell’Atlantico e un patto per l’Ucraina che permetta a Kiev di siglare una pace con condizioni non umilianti per il popolo ucraino.


