Carne di cavallo, l'83% degli italiani dice basta

Carne di cavallo, l’83% degli italiani dice basta

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Secondo un report di Animal Equality Italia, l’83% degli italiani non consuma carne di cavallo anche per motivazioni etiche.

Che i cavalli siano tra gli animali più intelligenti del pianeta Terra è cosa nota. Nonostante le loro capacità di apprendimento di concetti complessi, di risoluzione di problemi e di riconoscimento di emozioni positive o negative, alcune persone continuano a considerarli carne da portare a tavola. Qualcosa, però, sta cambiando, attraverso una crescente sensibilizzazione degli attivisti in prima linea per la salvaguardia dei nostri amici a quattro zampe dalla lunga criniera.

Non a caso, l’83% delle persone residenti in Italia non consuma bistecche, fettine o polpette di equino. A sostenerlo è un report di Animal Equality Italia, in collaborazione con Ipsos, dopo avere intervistato un campione rappresentativo di 40.000.000 di cittadini. Tre i motivi alla base del rifiuto di acquistare carne di cavallo: dalla mancanza di abitudine alla presenza di empatia verso un essere senziente, fino alle motivazioni etiche. Dopotutto stalloni, giumente e pony, oggi più che mai, sono pet adottati non solo per avere compagnia, ma anche utilizzati per fare terapia a soggetti in difficoltà. Coloro che mangiano piatti a base di equino almeno una volta al mese, dopo essere andati in negozi specializzati, invece, vivono soprattutto in Lombardia e in Puglia.

Eppure, spesso, troppo spesso, la carne di cavallo arriva da Paesi dell’Unione Europea – Spagna in primis – con pratiche di macellazione poco trasparenti. Vietare un simile orrore diventa, dunque, un obbligo morale. Già 195.000 le firme raccolte dalla petizione di Animal Equality Italia per chiedere al Governo Meloni il riconoscimento di Equus ferus caballus, questo il suo nome scientifico, come animale d’affezione.

Ecco come i cavalli diventano carne da macello: l’inchiesta di Animal Equality

Prima il trasporto nella camera di stordimento, poi la corda attorno al collo, infine un colpo di pistola in testa. Questi gli ultimi drammatici minuti di vita dei cavalli nei macelli della Spagna. A documentare l’ennesimo orrore verso gli straordinari amici a quattro zampe spesso impiegati nella pet therapy è stata un’inchiesta di Animal Equality. Dopo essere entrati nel mattatoio iberico tra novembre 2023 e maggio 2024, gli ambientalisti hanno notato cavalli colpiti con bastoni, agonizzanti a causa di scorrette pratiche di stordimento e morti dissanguati sotto lo sguardo glaciale dei macellai. Un equino, dopo avere assistito alla perdita del suo amico, ha cercato perfino una via di fuga senza riuscirci. Episodio che, laddove ce ne fosse bisogno, testimonia l’eccezionale intelligenza dei mammiferi dalla folta criniera.

Oltre a essere la maggiore produttrice di carne equina dell’Unione Europea, la Spagna è solita trasportare migliaia di cavalli in Italia. Proprio qui, dopo avere affrontato lunghi viaggi a bordo di camion sovraffollati, almeno 25.000 esemplari vengono uccisi senza pietà per essere destinati al consumo umano. “Un sistema di macellazione brutale e diffuso in tutto il mondo con vittime esseri senzienti considerati da molti, in Italia e non solo, animali da compagnia“, ha commentato Matteo Cupi, Vicepresidente di Animal Equality Europa.

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