La presentazione ufficiale alla Camera dei deputati, davanti a bambini e ragazzi di tutte le età e anche alla presenza del leggendario attore Franco Nero, presidente onorario del Festival.
Presentata ufficialmente, alla Camera dei deputati, la sesta edizione dell’Italia Green Film Festival. Un concorso cinematografico internazionale che dà ovviamente grande spazio alle tematiche sociali e ambientali, e che ha ottenuto importanti riconoscimenti del Parlamento europeo e dell’UNESCO, a conferma del grande lavoro svolto dal 2018 a oggi.
La presentazione, che ha coinvolto giovani e giovanissimi provenienti da varie scuole, dimostra l’importanza dell’educazione alla sostenibilità e della potenza che, in tal senso, può avere il mezzo cinematografico.
“Ciò che mi preme sottolineare, di questa sesta edizione, è la risposta del mondo al nostro Festival: siamo arrivati a oltre 500 film dalle tematiche ambientali e sociali, quindi cinema impegnato. Avere questi numeri, da 62 nazioni dei cinque diversi continenti, è una grande soddisfazione perché ci dà importanza ed energia di respiro internazionale. Avere questi messaggi, in questi film, e poterli poi ‘irradiare’ nel mondo è qualcosa di eccezionale, considerando che partiamo da Roma. Vogliamo e dobbiamo essere il centro del cinema impegnato, rivolgendoci al mondo: se tutte le strade portano a Roma, è anche vero che tutte le strade partono da Roma. Dobbiamo e vogliamo restituire al mondo, con la nostra cultura, la nostra storia e le nostre tradizioni, quello che Roma rappresenta per il mondo” – ha spiegato Pierre Marchionne, direttore artistico dell’Italia Green Film Festival – “Ho un solo dispiacere: purtroppo i nostri mezzi sono quelli che sono e abbiamo dovuto selezionare solo 50 film tra gli oltre 500 che ci sono stati proposti. Dispiace tanto, ma per quei 50 film che abbiamo selezionato il nostro impegno sarà massimo: faremo di tutto per poter spingere questi messaggi e queste idee. Immaginate cosa vuole dire produrre un film: partire dall’idea cinematografica e metterla su carta, quindi creare un soggetto, poi creare una sceneggiatura, pre-produzione, produzione, distribuzione… Sono anni di lavoro e sudore, quindi dobbiamo dare assoluta importanza a questi film“.
Durante la cerimonia, il deputato e presidente della VII Commissione Cultura della Camera, Federico Mollicone, ha anche premiato il leggendario attore Franco Nero, presidente onorario dell’Italia Green Film Festival.
“L’Italia Green Film Festival, giunto alla sesta edizione, ha il grande merito di utilizzare il linguaggio del cinema e parlare soprattutto ai ragazzi. Questo promuove sia l’audiovisivo che il principio della sostenibilità, che come Commissione stiamo portando avanti sia nella filiera culturale ma anche in quella dell’istruzione, della scienza e della ricerca” – ha spiegato l’onorevole Federico Mollicone – “Formare i ragazzi al linguaggio dell’audiovisivo e farlo con il cinema e il cortometraggio raggiunge il doppio obiettivo di formare i ragazzi a un linguaggio estetico molto più significante anche per la cultura e la formazione delle giovani generazioni“.
Franco Nero, attore impegnato, si è battuto nello specifico affinché il cinema impegnato onorasse la memoria dei popoli nativi americani: “Sono popoli che non dobbiamo dimenticare. Sono grandi popoli che ho avuto occasione di conoscere, come ad esempio quelli del Dakota“. L’attore ha poi commentato così il suo incarico: “È molto importante un Festival come questo, dove ci sono 62 nazioni diverse rappresentate. È bellissimo vedere tutti questi giovani ragazzi in questa sala ed è un piacere essere il presidente onorario“.
“Il tema della sostenibilità è assolutamente trasversale. Noi rappresentiamo un’azienda che si occupa di digitale e il cinema è un mezzo potente per divulgare un messaggio, siamo in una fase storica importante in cui i cambiamenti climatici sono acclarati e solo chi ha altri interessi può contestarne l’esistenza. Un passaggio molto importante è stato l’enciclica di Papa Francesco, e mettendo insieme tutti questi elementi si è formato un forte movimento di pensiero, con un’opinione pubblica molto attenta e molto sensibile a queste tematiche. Il rispetto dell’ambiente ormai è un elemento condiviso, non è più un’istanza di un movimento politico che metteva l’ambiente nel proprio statuto” – il punto di Luca Laurenti, presidente di Tesys e Fabless Group – “L’ambiente è ormai un discorso molto più ampio che coinvolge un po’ tutte le correnti politiche. Ciò che è importante è che oggi non sia uno spot, ma una ricorrenza: il fatto che questo Festival sia arrivato alla sesta edizione ha dato quella continuità necessaria per seminare quel valore di attenzione che è stato raccolto dalle nuove generazioni. Il tema è assolutamente sentito dai ragazzi di oggi, molto più di quanto lo sia dalle nostre generazioni“.
“Un Festival all’insegna della sostenibilità, la nostra mission è raggiungere più scuole possibili per far capire l’ecosostenibilità, il pensiero critico e per dare un’idea di cos’è il mondo cinematografico, ovviamente legato al verde. C’è una platea di bambini, compresi quelli delle scuole dell’infanzia, e raggiungiamo tutte le giovani generazioni, fino alle Università. Abbiamo un progetto che si chiama Green Flix ed è l’apertura verso il mondo del messaggio green, vogliamo raggiungere il più alto numero possibile di scuole. Questa è la nostra intenzione, questo Festival è poliedrico perché il messaggio green riguarda anche la musica” – ha spiegato Paolo Coluzzi, professore d’orchestra e violinista del Teatro dell’Opera di Roma – “Abbiamo trovato il trait d’union tra musica ed ecosostenibilità con una frase in latino che nel 1600 veniva incisa sui bordi dei violini. La frase recita ‘Viva fui in silvis, sum dura occisa securi, dum vixi tacui, mortua dulce cano’, era l’albero che parlava e significa ‘Vivevo in un bosco, finché una dura scura non mi uccisi, quando vissi tacqui, ora che sono morto dolcemente canto’. Questo è il messaggio green: nulla muore, ma tutto si trasforma, perché dal legno, tradizionalmente usato per il calore, si può invece far uscire, con la lavorazione, un’energia pulita che è il suono“.


