La metrica dell’oltraggio, il romanzo di Michela Bilotta nell’Italia dei femminicidi

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Fatti e personaggi sono inventati, ma gli eventi di cronaca nera suonano purtroppo come familiari. Il nostro Paese viene raccontato con realismo, tra orrore e bellezza.

Si chiama La metrica dell’oltraggio ed è un romanzo che affronta una tematica reale e tristemente diffusa in Italia come i femminicidi. Fatti e personaggi sono inventati, ma gli eventi di cronaca nera suonano purtroppo come familiari. Il libro, pubblicato dalla casa editrice ambientalista Jack Edizioni, è opera di Michela Bilotta, giornalista e scrittrice capace di raccontare, con estremo realismo, un’Italia piena di orrore e di bellezza, tra i femminicidi ancora troppo diffusi e i paesaggi più suggestivi ma meno conosciuti.

L’idea del libro è nata qualche anno fa: mi trovavo in vacanza in Basilicata e per puro caso ho visitato il Parco Letterario dedicato alla poetessa Isabella Morra, a Valsinni. Ho conosciuto così la sua drammatica storia: prima segregata nel castello di famiglia e poi assassinata dai fratelli, per una presunta relazione con un nobile di un paese vicino. Sembra che in realtà avessero una semplice corrispondenza epistolare” – spiega Michela Bilotta a TeleAmbiente – “La storia di Isabella è diventata per me un demone da esorcizzare e ho scelto di farla confluire con il destino, altrettanto drammatico, delle donne vittime di femminicidio. I fatti delle ultime settimane ci confermano che purtroppo questo fenomeno in Italia è ancora lontano dall’essere debellato“.

Mi sono affidata al personaggio di Beatrice De Santis, giornalista a cui viene assegnato il compito di recarsi a Valsinni per un articolo su Isabella Morra. Beatrice inizia un lungo viaggio da Milano alla Basilicata, attraversando l’Italia da Nord a Sud in auto” – il racconto dell’autrice – “Ho scelto la metafora del viaggio perché è fisico e interiore, un viaggio di crescita e consapevolezza. La stessa Beatrice, attraverso gli incontri che farà nel suo percorso, riuscirà a superare anche i pregiudizi che lei stessa ha nei confronti della violenza di genere. Domande come ‘Come ha fatto a non salvarsi?’ o ‘Perché non l’ha lasciato prima?’ troveranno risposta in alcuni, importanti incontri che farà Beatrice“.

Un altro protagonista silenzioso importante è il paesaggio, i luoghi della cosiddetta Italia minore. Luoghi che andrebbero valorizzati al meglio, sono sempre stata appassionata dei ‘luoghi altri’, come li definisco nel romanzo. Parlare di questi piccoli centri e della loro bellezza nascosta è un modo per restituire loro l’importanza che dovrebbero avere e quasi per rimediare a un torto” – conclude Michela Bilotta – “Altri protagonisti sono i personaggi che circondano Beatrice: il marito Stefano, che contrappone la propria razionalità da ingegnere alla sua impulsività; lo stagista Eugenio, che nasconde un drammatico segreto; Roberta Bersaglia, la direttrice della rivista che è tormentata da un rimorso che le ha cambiato la vita“.

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