Inquinamento, cambiamenti climatici e attività umane minacciano i laghi italiani, sempre più vulnerabili e in secca.
I laghi italiani sono sempre più sotto pressione. A minacciarli in maniera ormai costante sono crisi climatica, inquinamento e attività antropiche che minano come un virus il loro “sistema immunitario” e la loro capacità di adattamento ai cambiamenti climatici.
L’allarme arriva dal report “Laghi sotto pressione” di Legambiente, che ha preso in esame dieci bacini lacustri e presentato insieme a Goletta dei Laghi nel corso della tappa lombarda 11 proposte al Governo. A risultare più sotto pressione, secondo l’indagine, sono i laghi del nord, seguiti da quelli del centro e del Sud Italia.
Oltre alla presenza di PFAS e altre sostanze inquinanti rilevate in alcuni bacini, i laghi italiani sono minacciati da industrializzazione, uso di pesticidi in agricoltura, crescente urbanizzazione, e prelievo per diversi scopi. I bacini analizzati dall’associazione ambientalista sono risultati “estremamente vulnerabili, soprattutto sempre più in secca, con acque sempre più calde e spesso in uno stato non buono”.
Il Lago Maggiore ha perso 43 milioni di metri cubi di acqua rispetto a fine giugno, registrando una percentuale di riempimento al 5 luglio del 40% secondo l’Osservatorio utilizzi idrici, coordinato dall’Adbpo. Preoccupa anche la temperatura superficiale media dell’acqua che, secondo Copernicus, per il lago Maggiore nel 2025 è stata di 0,75 gradi superiore alla media (1995-2020), con il rischio di squilibri negli ecosistemi. Nel centro Italia il Lago Trasimeno è risultato quello più vulnerabile: in questi giorni ha perso 169 cm rispetto allo zero idrometrico, con limitazione della navigazione dei battelli.
“Sotto osservazione da parte dei cambianti, dieci laghi in tutta Italia, a cominciare dal nord dell’Italia, con Lago Maggiore, Di Seo e Di Como, che sono quelli più in sofferenza, mentre nel centro Italia, il Trasimeno e i laghi di Albano e Nemi sono quelli che mostrano maggior difficoltà”, ha dichiarato Andrea Minutolo, responsabile scientifico di Legambiente. “Nel sud resta altra allerta per il Pergusa in Sicilia. Gli ecosistemi lacustri degradati sono più vulnerabili alla crisi climatica e agli eventi medioestremi e perdono progressivamente la capacità di fornire servizi ecosistemici e di adattarsi ai cambiamenti climatici”.
“Servono interventi integrati e lungimiranti, a partire dallo stanziamento delle risorse per attuare il piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici, che peraltro va integrato dato che contiene solo una misura per la tutela dei laghi”, ha aggiunto Minutolo.


