Fare la lavatrice di sera non solo non fa risparmiare, ma può addirittura aumentare la spesa. Lo studio di Consumerismo.

Fare la lavatrice di sera fa risparmiare davvero? Lo studio che smentisce il luogo comune

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Fare la lavatrice di sera non solo non fa risparmiare, ma può addirittura aumentare la spesa. Lo studio di Consumerismo.

Finisce l’era della lavatrice di sera. Il luogo comune secondo il quale mandare la lavatrice la sera fa risparmiare in bolletta viene smentito da uno studio di Consumerismo. Ciò che fa la differenza sono i consumi, l’efficienza e la scelta del contratto.

Partiamo dal distinguere le tre fasce orarie: la fascia F1 si applica nei giorni lavorativi dalle 8 alle 19; la fascia F2 copre le ore dalle 7 alle 8 e dalle 19 alle 23, oltre al sabato; la fascia F3 riguarda le ore notturne dalle 23 alle 7 e l’intera giornata di domenica.

La differenza massima di prezzo tra fascia diurna e notturna si è ridotta a circa il 20%. Nei cinque mesi centrali dell’anno i costi delle fasce F1 e F3 risultano spesso uguali o molto simili. Per nove mesi all’anno il costo dell’energia in F2 è più alto di quello diurno. Quindi, fare la lavatrice di sera non solo non fa risparmiare, ma può addirittura aumentare la spesa.

A conferma di questi dati, utilizzando il simulatore di spesa del Portale Offerte di ARERA, emerge come le abitudini di consumo incidano oggi in modo molto limitato sulla bolletta e come gli utenti domestici possono considerare gli orari di utilizzo dell’energia elettrica quasi ininfluenti sul costo finale.

Da aggiungere anche che bisogna tenere conto della tariffa: monoraria, il prezzo fisso, mattina o sera non cambia; bioraria, costa meno la sera e nei weekend; multioraria, prezzi diversi durante la giornata. La corrente costa meno la sera perchè cala la domanda si brucia meno gas, si inquina men e il prezzo può scendere. Ma si parla di pochi centesimi a lavaggio.

 

 

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Il vero risparmio passa dal controllo dei consumi, dall’efficientamento degli elettrodomestici e dalla scelta consapevole di un buon contratto di fornitura. Nel 2018 il prezzo diurno dominava nettamente sulle altre fasce. Nel 2025 è la fascia serale a risultare spesso la più costosa, mentre la distanza tra fascia diurna e notturna si è notevolmente ridotta. Un cambiamento che segna, di fatto, la fine dell’era della lavatrice di sera.

Ma quindi, cosa si può fare per risparmiare? Si può scegliere una tariffa di energia elettrica vantaggiosa, comprare elettrodomestici di classe A e adottare comportamenti virtuosi con lo scopo di ridurre i consumi domestici. Un altro accorgimento può essere quello di non avviare il lavaggio se il carico non è pieno, altrimenti si rischia di sprecare energia per lavare solo pochi capi. Inoltre, per un uso efficiente della lavatrice, è importante una corretta pulizia e manutenzione. A lungo andare, infatti, si possono formare muffe e accumuli di calcare.

Consigli per un bucato più sostenibile del chimico Fabrizio Zago 

Le microplastiche che inquinano l’ambiente e gli oceani arrivano anche dalla lavatrice. Il lavaggio domestico di tessuti sintetici, rappresenta una delle principali sorgenti di microplastiche che arrivano ai mari. Ma come dovremmo lavare i nostri vestiti? Quali detersivi e quali fibre scegliere?

L’opinione di uno fra i massimi esperti europei in materia, il chimico Fabrizio Zago, che ha partecipato alla definizione dei criteri di certificazione dell’etichetta Ecolabel, ed ideatore del portale e dell’app Ecobiocontrol per scoprire l’impatto ambientale degli ingredienti di cosmetici e detergenti.

“I tessuti sintetici sono la seconda causa di microplastiche negli oceani. Il loro contributo è pari al 35% maggiore quindi addirittura a quello dato dal consumo di pneumatici. Serve una azione per incrementare l’utilizzo di fibre vegetali biodegradabili”, ha spiegato a TeleAmbiente Zago.

Guida al lavaggio sostenibile “quasi” perfetto di Fabrizio Zago

  • Usare il dosaggio previsto dal formulatore in funzione della durezza dell’acqua. Diminuire i dosaggi comporta un lavaggio insufficiente e si ha ingrigimento della biancheria. Necessità di sbiancanti.
  • Pretrattare, pretrattare e pretrattare.
  • Le etichette dei detersivi dicono poco o nulla. Ma il Regolamento 648/2004 (che si vuole eliminare) prevede che in etichetta ci sia l’indirizzo web in cui trovare la formulazione qualitativa completa. In questo modo il consumatore può venire a conoscenza della presenza di sostanze a cui è allergico. Esempio: in etichetta posso trovare scritto “Candeggiante ottico” ma non quale tra i tanti. Nel sito web invece devo trovare nome e numero di registrazione CAS, quindi info precisissime.
  • Meglio il bucato a mano perché l’azione meccanica è meno potente e si liberano meno microplastiche. Che questo poi sia compatibile con la vita moderna è tutto da dimostrare, credo.
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