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Legambiente: “Serve una legge contro il multiresiduo di pesticidi”

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“Gli effetti dei “cocktail di fitofarmaci” devono essere prevenuti e arginati. Una legge appare come l’unica soluzione per fare da argine. Serve, poi, una sempre maggiore sensibilizzazione da parte di cittadine e cittadini.” Angelo Gentili, responsabile agricoltura di Legambiente.

Si chiamano Acetamiprid, Boscalid, Famoxadone, Metrafenone e Spiromesifen, sono solo alcuni dei pesticidi presenti negli alimenti che mangiamo ogni giorno.

Il dato è una conferma che emerge dal nuovo report “Stop pesticidi nel piatto”. Legambiente torna a monitorare la presenza di antiparassitari negli alimenti consumati in Italia. Su 6085 alimenti presi in considerazione, solo poco più dell’1% superava i limiti di legge.

Ma non bisogna cantare vittoria poiché anche nel 15% di campioni regolari vi erano tracce di un fitofarmaco mentre, è questo il dato più problematico, nel 23,5% dei campioni è stato trovato più di un residuo.

Sebbene i dati siano in miglioramento rispetto al passato, proprio il multiresiduo ovvero la presenza su uno stesso alimento di più residui di pesticidi, i cui effetti nocivi per l’uomo si sommano tra loro, dovrebbe essere limitato da una legge nazionale, secondo Legambiente, che chiede si intervenga su questo nodo. Dai quattro residui trovati in alcuni campioni di miele, si arriva ai tre campioni di uva passa con 17 residui di 17 diversi pesticidi.

Angelo Gentili, responsabile agricoltura di Legambiente ha dichiarato: “Occorre emanare i decreti attuativi relativi alla legge sull’agricoltura biologica recentemente approvata dopo tredici anni di attesa perché, è utile ribadirlo, il biologico è la via maestra per ridurre drasticamente l’utilizzo dei fitofarmaci. Il multiresiduo deve essere combattuto attraverso procedimenti normativi. Gli effetti dei “cocktail di fitofarmaci” devono essere prevenuti e arginati. Una legge appare come l’unica soluzione per fare da argine. Serve, poi, una sempre maggiore sensibilizzazione da parte di cittadine e cittadini. Per questo, abbiamo deciso di promuovere l’iniziativa “Glifosato free”, una campagna che ci vedrà premiare le aziende che, nonostante la proroga, hanno deciso di mettere al bando questa pericolosa sostanza. Un’azione propositiva che ha il compito di dimostrare ancora una volta quanto il Paese reale sia talvolta più di qualche passo avanti rispetto alle istituzioni.”

L’associazione ambientalista ribadisce come il biologico sia l’unica scelta che abbatte l’ingestione di pesticidi, e ribadisce come nei prodotti biologici si possano trovare solo delle modeste tracce di pesticidi provenienti da terreni limitrofi a coltura tradizione ma in percentuale talmente bassa da garantire la salute umana.

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