Il mondo agricolo chiede al governo di inserire in manovra misure che consentano alle aziende del settore di crescere in numeri e in competitività. In un vertice a Palazzo Chigi con i rappresentanti dei produttori agricoli, Coldiretti e Cia hanno presentato le loro proposte.
L’appuntamento ha consentito la presentazione della legge di bilancio 2026.
Il Presidente di Coldiretti, Ettore Prandini ha ribadito “la necessità di ottenere strumenti per affrontare le difficoltà che alcune filiere e territori stanno attraversando, come anche il bisogno di intervenire con altre misure di sostegno per affrontare i cambiamenti climatici e le crisi aziendali, così da garantire alle imprese la possibilità di continuare a operare con stabilità e sicurezza.”
Rafforzare le politiche di internazionalizzazione per valorizzare le filiere del Made in Italy agroalimentare, è una delle richieste chiave di Coldiretti: “Su questo fronte – ha sottolineato Prandini – è necessario individuare nuove risorse per nuovi investimenti, sia per il mantenimento dei mercati già consolidati, sia – e soprattutto – per favorire la crescita nei mercati emergenti. In questa prospettiva – ha aggiunto Prandini – l’internazionalizzazione rappresenta una risposta concreta anche”.
Importante è, secondo l’associazione dei produttori, “anche la proroga e il rafforzamento del credito d’imposta 4.0, insieme all’ampliamento della platea delle imprese agricole riconosciute come energivore, al fine di contenere l’impatto dei costi energetici.”
Coldiretti ha presentato anche la proposta di trasferire direttamente in busta paga, per i giovani nei primi cinque anni di impiego, l’importo dei versamenti contributivi oggi dovuti.
“Si tratterebbe di una misura in grado di aumentare la liquidità disponibile per i ragazzi – ha concluso il presidente di Coldiretti – favorendo così la spesa e gli investimenti personali, ma anche di un incentivo sul piano demografico, sostenendo la scelta di formare una famiglia. Tutto questo, naturalmente, deve partire da una garanzia fondamentale: il riconoscimento di un adeguato valore economico al lavoro svolto dai nostri giovani”.
Il presidente della Cia, Cristiano Fini, ha ribadito la necessità di contrastare l’emergenza del settore cerealicolo e intervenire sui processi di internazionalizzazione, sul ricambio generazionale e le crisi sanitarie.
“In un contesto di mercato sfidante, si evidenzia la necessità di interventi mirati a sostenere il potere d’acquisto delle famiglie e a promuovere i prodotti agricoli nazionali, valorizzando la qualità e la sicurezza alimentare Made in Italy.” si legge in una nota diffusa dall’associazione.
“Cia ha apprezzato lo sforzo del Cdm che ha licenziato il Ddl “Coltiva Italia”, si chiede ora che il provvedimento sia subito incardinato in Parlamento. Sarebbe, inoltre, auspicabile che alcune delle misure contenute fossero anticipate per produrre i propri effetti a partire dal primo gennaio 2026. Nel merito, le risorse del Fondo per la sovranità alimentare e gli interventi previsti per i produttori di grano, che denunciano un crollo vertiginoso dei prezzi corrisposti all’origine.”
Per quanto concerne la previdenza, Cia ha, infine, sollecitato un processo di adeguamento graduale delle pensioni minime, “anche in virtù delle proposte Ue e delle attuali discussioni sul nuovo quadro di sostegno agli agricoltori, che mirano a riformare la Pac dal 2032 abolendo i sussidi diretti ai pensionati agricoltori.”


