‘Impressioni raccolte’ di Giovanni Piovan, la lumierografia in mostra alla Fiera di Grottaferrata

Tabella dei Contenuti

Giovedì 30 marzo ore 17:00 inaugurazione della mostra “Impressioni Raccolte” di Giovanni Piovan, presentazione della tecnica lumierografia alla Fiera Nazionale di Grottaferrata.

 

Un viaggio alla ricerca di nuove opportunità per tradurre in arte le proprie esperienze. Un viaggio iniziato nel 2019, ed in continua evoluzione, dal giovane artista veneziano Giovanni Piovan, in arte Lumier, applicando un’innovativa tecnica per la realizzazione delle sue opere, chiamata lumierografia.

“Questa tecnica consiste nella lavorazione del metallo sotto un punto di vista artistico non più industriale o costruttivo, si vanno a creare delle colorazioni attraverso l’ossidazione, e questo avviene già nel campo delle costruzioni ad esempio nei palazzi in corten, però viene fatto dal punto di vista artistico, creando dei pigmenti che nascono attraverso processi di ossidazione di diversi elementi che compongono il materiale e questo poi crea il colore effettivo della lamiera”.

Come viene realizzata l’opera, quali strumenti utilizzi per dare vita a queste opere d’arte?

“Queste opere nascono sia dalla manualità che invece da tecniche più moderne che possono essere l’intaglio al laser e dunque si utilizzano macchinari, come il laser appena citato, per creare delle delimitazioni all’interno di disegni più lineari e invece ci sono delimitazioni più artigianali che vengono fatte a mano attraverso l’uso di frese o piccoli trapani”.

La caratteristica principale di queste opere è che tutte le singole parti sono collegate tra loro, non ci può essere nulla di separato

“Sì, il disegno di base nasce come un unico elemento e proprio per questo motivo ogni elemento che è all’interno della lamina è connesso a tutto il resto degli elementi e questo crea proprio questo contesto di unione che gli dà questa unità generale che è importante per la vista”.

Come nasce questa passione e che cos’è che ispira le tue opere?

“La passione nasce fin da quando ero piccolo, disegnando ad esempio a casa di mio nonno o nel tempo libero o e poi si consolida durante il periodo del COVID che ha costretto me e tutti quanto a casa, portando dunque ad un approfondimento delle tecniche ed anche a uno studio effettivo di come lavorare questo tipo di materiale. Ringrazio giustamente i miei genitori, la mia famiglia e tutte persone che mi hanno sostenuto per arrivare fino a qui e questo mi ha permesso di rendere un pensiero, che era un’idea, qualcosa di materiale e fisico”.

Non è comunque facile alla tua età e con i mezzi che ci sono per i giovani portare avanti il proprio sogno, che cos’è che ti ha spinto, ti ha motivato sempre di più a dare vita alle tue opere?

“All’inizio ho avuto molte persone che mi dicevano cosa stai facendo, cosa pensi di fare, non andrai da nessuna parte. I soliti ostacoli che si incontrano all’inizio di ogni percorso. Devo ringraziare tutti i miei amici, tutte le persone strette alla mia famiglia e la mia famiglia stessa che mi hanno dato una motivazione, non semplicemente a livello della costruzione dell’elemento cioè del quadro, ma anche una motivazione che va al di là del senso artistico, una motivazione di vita, una spinta che ringrazio di Dio di aver avuto”.

Nonostante la sua giovane età, ha già esposto le sue opere nel solo suo territorio ma anche a Palazzo Ferrajoli a Roma ed alla Fiera Nazionale di Grottaferrata con la mostra ‘Impressioni raccolte’.

L’opera ‘Nonno’ è stata realizzata appositamente per la Fiera di Grottaferrata.

“Sì, il quadro che rappresenta le mie radici, della mia città Eraclea, dove mio nonno fin da piccolo ha lavorato la terra è stato dedicato alla Fiera, essendo la Fiera Nazionale dell’Agricoltura e del Commercio, ed è anche un modo per ringraziare tutti coloro che mi hanno permesso di essere qui oggi”.

Cosa ti aspetti per il futuro, cosa immagini?

“Per il futuro immagino un contesto nel quale le mie opere possano trovare valore in altri tipi di contesti che possono essere contesti abitativi e quindi attraverso magari degli incontri privati tra intellettuali, io dico così, oppure invece proprio aprire al pubblico in maniera da permettere di far visionare queste opere a più persone possibili per il gusto di farle vedere”.

Quale consiglio daresti ad altri giovani o altri artisti che vogliono magari provare la tua tecnica?

“Io do un consiglio, che è una cosa che ho imparato col tempo e devo ringraziare mio padre che mi ha spinto a impararla molto velocemente, che sbagliano in realtà s’impara veramente tantissimo. Prima di arrivare a un risultato del genere bisogna lavorare, lavorare, sbagliare, lavorare, sbagliare andare avanti così. Tutt’ora io provo continuamente a migliorare le mie tecniche e cercare di portare sempre ad un livello più alto per proporre ovviamente un prodotto sempre migliore”.

Pubblicità
Articoli Correlati