Jacopo Morrone, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sui rifiuti, dopo le audizioni è tornato a visitare l’impianto dove il 24 dicembre scorso è andato a fuoco il Tmb1.
Malagrotta, nuovo sopralluogo di Jacopo Morrone nell’impianto di trattamento di rifiuti dove il 24 dicembre scorso è andato a fuoco il Tmb1. Il deputato leghista, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sui rifiuti, nel pomeriggio di lunedì 8 gennaio aveva ricevuto in audizione diversi esponenti politici e istituzionali per far luce sulle cause dell’incendio. L’obiettivo della Commissione è di fornire un utile supporto alla Procura di Roma, che indaga per incendio doloso anche se queste accuse andranno confermate dalle indagini.
Malagrotta, Ghera: “Piano rifiuti dipende da Roma”
Il primo a prendere la parola, davanti alla Commissione Rifiuti, è stato l’assessore regionale del Lazio, Fabrizio Ghera. Che ha spiegato: “Con il commissariamento straordinario per il Giubileo, il piano rifiuti dipende da Roma Capitale e non dalla Regione, almeno fino al 2025. Siamo disposti a dare il massimo supporto al Campidoglio. I troppi roghi degli ultimi anni nei Tmb a Roma inducono a porci qualche dubbio“.
Malagrotta, Arpa: “Nessun incremento di inquinanti”
In audizione, anche Arpa Lazio, con i tecnici e il presidente Tommaso Aureli. “I monitoraggi non hanno rilevato significativi peggioramenti della qualità dell’aria, a differenza di quanto accaduto con l’incendio, durato cinque giorni, di Ecologica 2000 a Ciampino nell’estate 2023” – ha spiegato Aureli – “Nessuna delle centraline fisse ha registrato variazioni nei valori del PM10 e la variazione di diossine è stata molto bassa, forse perché l’incendio è durato poco“.
Malagrotta, in audizione anche il Comitato Valle Galeria Libera
Ricevuti in audizione anche esponenti del Comitato Valle Galeria Libera. “C’è una continua volontà di abbandono e non di risanamento. Nell’incendio del giugno 2022 gli operatori provarono a domare le fiamme senza avvisare i vigili del fuoco e la prima chiamata fu fatta da un cittadino, rimaniamo allibiti nel pensare che questi impianti non abbiano sistemi di videosorveglianza collegati con i vigili del fuoco. E dopo 18 mesi di indagini non sappiamo ancora nulla” – hanno spiegato i rappresentanti dei cittadini della zona dove sorge l’impianto di Malagrotta – “I dati di Arpa sul 24 dicembre sono incompleti, abbiamo forti dubbi sulle procedure messe in atto dopo l’incendio e non crediamo all’autocombustione dell’indifferenziato. Nella nostra zona abbiamo tutti disturbi a occhi e gola e le patologie tumorali, respiratorie e tiroidee sono più elevate rispetto ad altri quartieri“.
Malagrotta, Cerroni: “Un gioiello quando lo gestivamo noi”
In audizione si è presentato anche Manlio Cerroni, il 97enne ex presidente del consorzio Colari che gestiva Malagrotta. Completamente afono, ha chiesto il rinvio dell’audizione e scritto una lettera, letta davanti alla Commissione dai suoi legali. Spiegando che “fino al 2018 l’impianto era un gioiello industriale e tecnologico, ma dopo la fase dell’amministrazione giudiziaria la gestione è stata scriteriata e chi aveva gestito precedentemente Malagrotta è stato del tutto estromesso“.


