Maltrattamenti sugli animali, in vigore la nuova legge. Ecco cosa cambia

Maltrattamenti sugli animali, in vigore la nuova legge. Ecco cosa cambia

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In Italia, a partire dal 1° luglio 2025, in vigore la nuova legge per punire con pene più severe i maltrattamenti sugli animali.

Cani abbandonati in strada, gatti lanciati dai ponti e uccelli decapitati durante una diretta sui social. Ancora troppi gli orrori contro gli animali in Italia. Episodi tanto cruenti quanto inquietanti che non possono e non devono essere giustificati. Qualcosa potrebbe cambiare, però, a partire dal 1° luglio 2025, attraverso l’entrata in vigore della Legge numero 82 del 6 giugno 2025 per riformare Codice Penale e Codice di Procedura Penale in materia di reati contro gli animali.

Quindici gli articoli del Testo atteso da almeno 25 anni per inasprire le pene contro i maltrattamenti verso i nostri amici a quattro, a due o a più zampe. Esseri senzienti che, diventando soggetti di diritto, conquistano finalmente – è proprio il caso di dirlo – più tutele giuridiche, soprattutto in relazione all’articolo 9 della Costituzione Italiana a salvaguardia dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi anche nell’interesse delle future generazioni.

Tra i punti principali del provvedimento a prima firma della deputata di Noi Moderati, Michela Vittoria Brambilla, l’aumento delle sanzioni amministrative pecuniarie – da 5.000 euro a 15.000 euro nel minimo e da 15.000 euro a 30.000 euro nel massimo – per gli organizzatori di spettacoli caratterizzati da sevizie e strazio per i cuccioli. Coloro che violeranno il divieto di competizioni non autorizzate tra pet sconteranno, invece, fino a quattro anni di carcere. Fino a 24 mesi di reclusione e fino a 30.000 euro di multa, inoltre, per i partecipanti alle manifestazioni anacronistiche, barbare e crudeli con combattimenti tra cani.

Uomini e donne che uccideranno o danneggeranno animali altrui, oltre a rischiare tra uno e quattro anni di galera e fino a 60.000 euro di sanzione pecuniaria amministrativa, saranno perseguiti d’ufficio. Previste aggravanti in caso di fatti commessi davanti ai minori, nei confronti di più esseri senzienti o diffusi tramite strumenti informatici e telematici.

Buone notizie, infine, per i cani tenuti alla catena. Il divieto in vigore soltanto in alcune regioni italiane sarà esteso all’intero Stivale.

Maltrattamenti sugli animali, Legambiente e WWF Italia: “Ora il Governo Meloni ritiri il disegno di legge sulla caccia”

Finalmente, nel rispetto dell’articolo 9 della Costituzione Italiana, la legge riconosce gli animali come vittime dirette dei reati. (…) Un passo in avanti significativo che auspichiamo venga rafforzato dalla giurisprudenza. (…) Eppure, se da un lato l’approvazione del provvedimento rappresenta un tassello importante, dall’altro lato l’intenzione del Governo Meloni di presentare un disegno di legge sulla caccia, legalizzando di fatto il bracconaggio ed eliminando le principali tutele per la fauna, svuota di significato le norme approvate, aumentando le diseguaglianze tra gli animali d’affezione e gli animali selvatici, e calpestando lo stesso articolo 9 della Costituzione Italiana”, avevano commentato in una nota condivisa Legambiente e WWF Italia il 29 maggio 2025 dopo il via libera del Senato della Repubblica al disegno di legge per riformare Codice Penale e Codice di Procedura Penale in materia di reati contro i pet.

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