Manovra 2025, via libera alla caccia tra l'ira del M5S

Manovra 2025, via libera alla caccia tra l’ira del M5S

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Via libera a un emendamento alla Manovra 2025 del Governo Meloni sulla caccia. Ma non sarebbe stato meglio abolire una tradizione anacronistica, barbara e crudele? 

Coloro che avrebbero voluto un 2025 senza caccia in Italia potrebbero restare delusi. Dopo avere ricevuto l’ok della Commissione Bilancio della Camera dei Deputati, un emendamento della Lega alla Manovra 2025 del Governo Meloni è intervenuto sui periodi soliti ospitare la tradizione anacronistica, barbara e crudele. Secondo la norma, l’abbattimento degli animali è “legittimato e autorizzato per ciascuna intera annata venatoria“. Un passaggio, quest’ultimo, ancora poco chiaro, nonostante un palese riferimento alle specie faunistiche cacciabili contenute nella Legge 11 febbraio 1992 n. 157.

Più esplicita, invece, la volontà dell’Esecutivo di centro-destra di ridurre i tempi di impugnazione dei calendari venatori pubblicati dalle Regioni d’Italia ogni anno entro il 15 giugno. Ambientalisti, animalisti ed ecologisti, che vorrebbero rivolgersi ai Tribunali Amministrativi Regionali (TAR) per chiedere la sospensione della caccia, potrebbero avere a disposizione appena trenta giorni. Un espediente per evitare il rischio di bloccare la mattanza di centinaia di animali, dai mammiferi agli uccelli, a ridosso del via libera alle doppiette.

Un quadro più chiaro sul futuro della caccia in Italia, però, arriverà mercoledì 18 dicembre 2024 con la discussione della Manovra 2025 del Governo Meloni alla Camera dei Deputati.

Manovra 2025, via libera alla caccia. M5S: “Amareggiati e indignati”

Siamo profondamente amareggiati ed estremamente indignati per l’approvazione dell’emendamento della Lega alla Manovra 2025 del Governo Meloni sulla caccia. Avevamo inviato una lettera al Presidente della Camera dei Deputati, Lorenzo Fontana, per denunciare l’ennesima forzatura della maggioranza, ma non siamo stati ascoltati. Siamo riusciti a bloccare la scellerata Legge Bruzzone, ma l’Esecutivo di centro-destra, con il favore delle tenebre, ha approvato l’emendamento pronto a esporre per l’ennesima volta l’Italia al rischio di una procedura d’infrazione da parte dell’Unione Europea. Insomma, l’azione notturna dell’Esecutivo è grave nel merito e nel metodo. Noi continueremo a combattere per salvaguardare gli animali, l’ambiente e le persone“, hanno scritto in una nota i parlamentari del Movimento Cinque Stelle (M5S), Sergio Costa, Alessandro Caramiello, Carmen Di Lauro, Ilaria Fontana, Gisella Naturale e Susanna Cherchi.

Già critiche, dunque, le opposizioni, soprattutto dopo la morte di due uomini impegnati in una battuta di caccia a Quartucciu, vicino a Cagliari, in Sardegna, lunedì 16 dicembre 2024. Le vittime si chiamavano Giacomo Desogus e Matthias Steri, avevano 28 anni e 27 anni, ed erano amici di infanzia. Secondo la prima ricostruzione, il cacciatore più giovane avrebbe sparato – per errore – al cacciatore più anziano. Quest’ultimo, che avrebbe ricevuto un colpo di arma da fuoco alla nuca, sarebbe deceduto sul colpo. E così, forse in preda al panico, l’uomo sopravvissuto si sarebbe ammazzato.

Non mi stancherò mai di ripeterlo: la caccia è una pratica anacronistica, estremamente dannosa per la biodiversità e per l’ambiente, e pericolosissima per la pubblica sicurezza. A dimostrarlo sono le dieci persone morte e le 23 persone ferite registrate dall’Associazione Vittime della Caccia dal 1° settembre 2024 al 29 novembre 2024. A loro si aggiungono i due uomini di 27 anni e di 28 anni deceduti a Quartucciu, vicino a Cagliari, in Sardegna“, ha affermato la parlamentare di Noi Moderati e Presidente della Lega Italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente (LEIDAA), Michela Vittoria Brambilla.

Manovra 2025, via libera alla caccia. Santini (Federparchi): “Lascerei la materia a chi di dovere”

All’interno delle Aree Naturali Protette la caccia non è consentita. Ammesso, invece, il controllo delle specie animali alloctone considerate la seconda causa di perdita di specie animali autoctone. Proprio per questo io lascerei la materia, abbastanza complessa, a chi di dovere“, ha dichiarato a Teleambiente il Presidente di Federparchi, Luca Santini, durante l’Agenda Stati Generali delle Aree Protette, in programma martedì 17 dicembre e mercoledì 18 dicembre 2024, alla Biblioteca Nazionale di Roma.

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