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Una Marcia per il Clima, la Pace e l’Agenda 2030

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A promuoverla è l’Associazione H-EARTH Mani e Cuore, in collaborazione con il progetto Obiettivo13. La presentazione alla Camera dei deputati grazie all’iniziativa dell’onorevole Eleonora Evi.

Una Marcia per il Clima, la Pace e l’Agenda 2030 itinerante, che partirà dalle Marche il prossimo 13 settembre e si concluderà a Roma il 22. A promuoverla è l’Associazione H-EARTH Mani e Cuore, che punta a sensibilizzare i cittadini e le istituzioni ad adottare azioni concrete per la sostenibilità ambientale, sociale ed economica, a tutti i livelli, dal locale al globale. Protagoniste saranno 17 persone, una per ogni obiettivo di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030, ma con un focus particolare sull’obiettivo 13, quello della lotta al cambiamento climatico.

Saranno dei giorni di cammino, anche perché camminare oggi è una delle forme più rivoluzionarie di resistenza, di conoscenza e di consapevolezza che possiamo adottare. Verranno portati messaggi di pace, di lotta e difesa del clima, oltre alla rivendicazione per chiedere l’applicazione e il raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030, che tra l’altro quest’anno ha raggiunto il traguardo dei dieci anni della sua approvazione. Mai come oggi, quegli obiettivi sono lontani e ci stiamo muovendo troppo lentamente per vedere dei risultati. Abbiamo bisogno di persone che parlino di pace, portino la pace e chiedano azioni di pace” – ha spiegato Eleonora Evi, deputata del Partito democratico e componente della Commissione Ambiente di Montecitorio – “In modo simbolico, tante persone parteciperanno a questa iniziativa, ma in modo concreto sta in particolar modo al governo, troppo lento e silente anche di fronte a temi come il genocidio del popolo palestinese, la responsabilità principale. Questa marcia vuole portare temi come la lotta alla crisi climatica, per rimetterla al centro dell’agenda e dell’azione politica. Diciassette persone parteciperanno e ognuna porterà uno degli obiettivi dell’Agenda 2030“.

Io mi sono candidata per presentare e portare l’obiettivo 2, quello che riguarda la fame nel mondo. Qui c’è un tema enorme da affrontare, quello della nostra produzione, e talvolta sovraproduzione, alimentare. Un problema che contrasta con le troppe persone che ancora patiscono la fame: nel mondo abbiamo un miliardo di persone che non hanno nulla da mangiare, mentre un altro miliardo di persone sono sovrappeso o obese. I numeri sono impietosi, tutto questo ha delle contraddizioni anche sul piano etico e morale che non possono essere sottovalutate o ignorate” – ha aggiunto l’onorevole Evi – “Su questo tema c’è molto da fare, anche mettendo al centro il tema della produzione animale e di allevamenti intensivi insostenibili che oggi dovremmo cercare di superare concretamente, favorendo anche il più possibili diete vegetali e davvero sostenibili“.

La nostra associazione nasce per difendere il Pianeta e dare la possibilità, agli associati, di avere accesso a seminari o corsi di formazione per conoscere se stessi. Se non conosciamo noi stessi, difficilmente possiamo sentire anche il Pianeta. E da qui, con la nostra creatività e volontà, è nata l’idea di lanciare un Festival itinerante presso le Università italiane (lo abbiamo tenuto in tre diverse, la Politecnica delle Marche, al Politecnico di Bari e alla UNICAM di Camerino)” – ha spiegato Andrea Garbini, presidente dell’associazione H-EARTH Mani e Cuore – “Ci siamo focalizzati sull’obiettivo 13 dell’Agenda 2030, la lotta ai cambiamenti climatici. Senza questa risoluzione immediata, non possiamo raggiungere il resto degli obiettivi dell’Agenda 2030 né potremo vivere ancora su questo Pianeta. Rischiamo l’estinzione“.

La Marcia nasce nell’ambito del progetto #Obiettivo13. In uno degli ultimi incontri nelle Università, il professor Luca Mercalli ha sottolineato che l’obiettivo 13 è importante, ma sarà difficile ottenere risultati sulla decarbonizzazione se non centriamo anche gli altri, a cominciare dal 16 che parla di pace. Abbiamo quindi pensato di mettere l’Agenda 2030 al centro di un percorso che attraverserà Marche, Umbria e Lazio, per incontrare cittadini, pubbliche amministrazioni e associazioni del territorio“- il commento di Mattia Da Re, responsabile del progetto #Obiettivo13 – “Dobbiamo guardare le persone in faccia e ricordare che ci sono diverse urgenze e che l’Onu ha individuato soluzioni e strade da percorrere, ma negli ultimi anni si è fatto veramente poco. Incontrare le persone, parlare dei problemi, ascoltare quali possono essere le soluzioni proposte dal basso, ci è sembrato qualcosa di rivoluzionario, in un momento in cui la politica è veloce, viene fatta sui social e non ci sono i tempi per riflettere. La Marcia punta proprio a rallentare un po’ i tempi e focalizzarsi sui problemi“.

Eumans è un movimento paneuropeo di iniziativa popolare, fondato da Marco Cappato nel 2019, che promuove la partecipazione attiva dei cittadini nella vita politica a livello non solo locale, ma anche europeo. Abbiamo all’attivo diverse campagne europee, tra cui quella del carbon pricing” – il commento di Valentina Di Vito, attivista di Eumans – “Abbiamo chiesto, tramite una lettera aperta al Parlamento europeo, di ridistribuire parte dei ricavati del carbon pricing alle classi sociali meno abbienti, per far sì che la transizione ecologica sia facilitata e sia meno impattante per le persone in difficoltà economica. Siamo molto felici di questa iniziativa e di essere stati invitati a sostenerla, perché la troviamo in linea con gli ideali di Eumans“.

La chiave è un bilanciamento degli interessi: di fronte all’allarme ecologico c’è anche l’istanza dello sviluppo economico, e soprattutto industriale, di un Paese. I due percorsi vanno portati in parallelo: senza l’uno non si può andare avanti rispetto all’altro. Qui non c’è solo il punto ambientale, ma anche quello di una sostenibilità sociale di una transizione” – il punto di Niccolò Musmeci, segretario nazionale della Federazione dei Giovani Socialisti – “Viviamo un periodo di forte e violenta transizione, che è quella digitale che ci porterà lentamente dall’Industria 4.0 a 5.0. Come ci arriviamo? Questa è una risposta che deve dare la politica, siamo qui per iniziare“.

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