"Il mare in tasca", la guida di Greenpeace a tutela del Mediterraneo

“Il mare in tasca”, la guida di Greenpeace a tutela del Mediterraneo

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“Il mare in tasca” è la guida lanciata da Greenpeace a tutela degli animali e delle coste del Mediterraneo. L’associazione ambientalista lancia un vademecum in 5 punti in occasione del Mediterraneo Day.

Greenpeace ricorda che 17mila specie animali e vegetali, l’8% delle specie mondiali, sono ospitate dal re dei Mari che per dimensioni è relativamente piccolo, pari a meno dell’1% dei mari del pianeta.

Per tutelare questo nostro mare è necessario prendere delle misure come non abbandonare i mozziconi di sigaretta in spiaggia, questi impiegano molti anni a decomporsi. Importante anche la scelta di solari che non danneggino le sue acque. Esistono in commercio creme protettive con filtri che non causano danni alle barriere coralline e ai pesci. Anche la scelta di portare in spiaggia una borraccia termica al posto delle bevande in contenitori usa e getta aiuta l’ambiente.

L’importante per Greenpeace è non arrendersi alle minacce all’ambiente, non a caso l’ultima campagna lanciata è Time to Resist, un appello a sostenere la battaglia per il pianeta.

“Il cambiamento climatico è la minaccia più urgente per il Mediterraneo. Mappe di Copernicus mostrano ondate di calore record, fino a +5°C, un allarme che non possiamo ignorare” dichiara Chiara Campione, direttora di Greenpeace Italia. “Eppure, una nostra indagine ha rivelato che meno dell’1% dei mari italiani è protetto, un mare vittima di un inquinamento intensivo, specialmente da plastica, che minaccia migliaia di specie del nostro mare. Per questo abbiamo deciso di celebrare la giornata con un vademecum per far conoscere meglio i nostri mari: una guida che, con consigli e curiosità, mira a sensibilizzare sull’importanza di lottare per il bene comune e non arrendersi alla frustrazione di vederlo degradare. E noi di Greenpeace sappiamo bene cosa significa non arrendersi: la nostra ultima campagna Time to Resist è un appello corale a sostenere la nostra battaglia per il Pianeta, perché oggi siamo sotto attacco e, in una lotta impari che mira a farci tacere, rischiamo la chiusura” conclude la Direttora.

 

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