In occasione della Maturità 2024, in partenza mercoledì 19 giugno con la prima prova scritta di italiano, i leader dei principali partiti politici italiani ricordano i loro esami di Stato.
60/60 per Meloni, Schlein, Conte e Renzi e 48/60 per Salvini e Tajani. Questi i voti della maturità dei leader dei principali partiti politici italiani intervistati da Skuola.net. Nel corso della chiacchierata, i parlamentari della Repubblica Italiana ricordano aneddoti dei loro anni scolastici. “Ero la classica studentessa che si chiudeva la notte prima dell’interrogazione, studiava mezzo programma e si presentava preparata“, racconta il presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni. A fare le ore piccole sui libri, in occasione dei compiti in classe, anche la Segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein: “Il paradosso è che, andando bene, passavo per secchiona“.
Studente modello, invece, il Presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte: “Uno studente che studiava“. A non ottenere la sufficienza in scienze al quarto anno, nonostante il massimo dei voti al vecchio esame di Stato, il Presidente di Italia Viva, Matteo Renzi: “Ero uno studente mezzo e mezzo“.
Discorso diverso, invece, per il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, in conflitto perenne con la matematica: “Per alcuni versi è ancora così. Dopo 35 anni confesso ancora il mio astio nei confronti delle disequazioni“. Stesso indelebile ricordo del ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani: “Con i numeri è sempre stato un problema“.


