C’è anche ENEA tra gli enti che hanno partecipato al progetto europeo Med-gold, per aiutare l’agricoltura a fronteggiare i cambiamenti climatici. Il climatologo e ricercatore Alessandro Dell’Aquila, con i modelli climatici, si è occupato di fornire i dati alle aziende della filiera agroalimentare.
Cosa prevede questo progetto?
“Questo progetto, essenzialmente, punta a sviluppare prototipi di servizi climatici per l’agricoltura e in particolare per tre settori molto rilevanti nell’economia mediterranea: l’olio d’oliva, il vino e la pasta, quindi l’ulivo, la vite e il grano duro. Un servizio climatico è la fornitura di dati rielaborati appositamente per l’agricoltura. Noi abbiamo una mole immensa di dati climatici, sia di osservazione (da satelliti e stazioni) che di previsioni (meteorologiche stagionali, per 2-6 mesi, o climatiche, per 20-50 anni). Il servizio climatico li trasforma in un’informazione utile per gli utenti, in questo caso i produttori, a cui non serve una grande mole di dati climatici, ma semplicemente un’informazione precisa, puntuale e affidabile, che loro possano capire e inserire nei loro stessi progetti decisionali“.
Il progetto, oltre ad essere supportato dall’Unione europea e da grandi consorzi internazionali, prevede anche la collaborazione con grandi aziende della filiera. Di quali si tratta?
“Dalla fine del 2017 abbiamo sviluppato questi prototipi di servizi climatici insieme a grandi partner industriali presenti nel consorzio. Per il settore grano duro e pasta abbiamo la Barilla, per l’olio d’oliva abbiamo la spagnola D-Coop, una cooperativa di secondo grado tra i più grandi produttori al mondo, e per il vino abbiamo Sogrape, azienda portoghese che produce anche il Porto Sandeman che ha vigne e produce vini in tutto il mondo. Con loro abbiamo prodotto questo tentativo di trasformare il dato climatico in qualcosa che sia davvero utile agli utenti finali, in modo da rendere il settore agricolo il più resiliente possibile ai cambiamenti climatici e alla variabilità climatica. I nostri partner industriali confermano che, in agricoltura, ciò che facevano i nostri nonni, non è più vero. Oggi bisogna affrontare nuove sfide e un clima che sta cambiando“.
Come verranno elaborati i dati?
“Queste sono informazioni che gli utenti ci chiedono. Un esempio: loro vogliono sapere, sulla base delle proiezioni climatiche disponibili, se sui terreni che oggi possiedono sarà ancora possibile produrre il vino. Su questo si basano i loro investimenti a lungo termine. Se questi prototipi saranno operativi e fruibili in modo continuativo, gli utenti industriali potranno avere informazioni sia sulle gestione quotidiana, sia per ottimizzare il settore agricolo anche nei prossimi 20-30 anni. Alla fine del progetto, da fine maggio, tutto questo sarà avviato: i prototipi saranno realtà e i nostri agricoltori avranno un ulteriore strumento e aiuto“.


