Mercosur, accordo vicino ma il settore agricolo trema per la concorrenza sleale

Mercosur, accordo vicino dopo 25 anni ma il settore agricolo trema

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È sempre più vicino l’accordo tra l’Unione europea e Mercosur, il mercato costituito da paesi sudamericani. Argentina, Brasile, Uruguay e Paraguay costituiscono un mercato da 49 miliardi di euro con 700 milioni di consumatori, niente male in tempi di dazi statunitensi.

Dopo contrattazioni durate 25 anni, la Commissione ha annunciato l’ok al testo che verrà presentato agli stati membri. I 27 si sono già divisi sull’approvazione dell’accordo; la Germania è favorevole, Italia e Francia al momento approvano con riserva, la Polonia è contraria. Sulla materia però la votazione sarà a maggioranza qualificata per cui l’entrata in vigore è molto probabile.

Tecnicamente gli accordi sono due poiché accanto a quello con i paesi Mercosur vi è anche quello con il Messico. L’accordo prevede l’abolizione reciproca del 90% delle tariffe doganali e la liberalizzazione degli scambi commerciali.

L’intesa ha dei vincitori e dei vinti tra i settori produttivi. Se per i produttori di automobili e macchinari del vecchio continente si apre il mercato più esteso al mondo, in Europa sono destinati a entrare carne, cereali, frutta tropicale e zucchero con prezzi estremamente competitivi e destinati a togliere mercato ai produttori dell’Ue. Proprio dai produttori agricoli vengono le opposizioni più dure all’accordo.

Non convincono le clausole di salvaguardia inserite nel testo dell’accordo; troppo deboli per proteggere i produttori dagli inevitabili contraccolpi economici. Le quote tariffarie introdotte prevedono che entrino nell’Unione l’1,5% della produzione delle carni bovine e l’1,3% di quella del pollame. 568 indicazioni geografiche protette saranno tutelate, mettendo fine alla vendita di imitazioni dei prodotti tradizionali made in Europe.

Ma, sottolineano le associazioni di produttori, non sono previsti dei meccanismi automatici di verifica della reciprocità degli standard produttivi in agricoltura e allevamento, non ci sono impegni vincolanti a rispettare i parametri imposti ai produttori europei costituendo di fatto il via libera alla concorrenza sleale. Preoccupa l’uso di fitofarmaci, proibiti in Europa ma largamente utilizzati in Sudamerica.

Nel caso italiano il governo, finora in totale sintonia con le posizioni delle associazioni dei produttori agricoli, potrebbe prendere la prima decisione capace di rompere questo idillio con l’approvazione del testo. In ballo, secondo le stime, ci sono 440mila nuovi posti di lavoro in tutta Europa. Il vantaggio complessivo per l’economia è innegabile e sul sul altare potrebbero essere sacrificati gli interessi di una parte del settore agricolo. Comparti come quello del vino e dei liquori, fortemente penalizzati dai dazi statunitensi, potrebbero aprirsi nuovi mercati grazie alla caduta delle tariffe a cui sono sottoposti in Sudamerica.

Le reazioni

Confcooperative Fedagripesca esprime preoccupazione in una nota: “Dall’intesa con il Mercosur l’agroalimentare risulta ancora una volta, come nell’intesa sui dazi con Trump, il settore più penalizzato, sacrificato come merce di scambio al fine di ottenere vantaggi per altri comparti, dalle automobili ai prodotti chimici e farmaceutici. Non possiamo inoltre sottacere i rischi importanti che andranno ad incombere sulle nostre filiere dall’apertura all’importazione di prodotti da Paesi i cui standard produttivi sono notevolmente inferiori a quelli adottati dalle aziende europee”. 

Coldiretti denuncia il rischio di concorrenza sleale e dei possibili danni per la salute dei consumatori: “L’accordo con il Mercosur deve essere vincolato a precise garanzie sul rispetto del principio di reciprocità degli standard produttivi e su controlli puntuali su tutti i prodotti agroalimentari che entrano in Europa, se non vogliamo mettere a rischio la salute dei consumatori e il futuro delle filiere agroalimentari. E’ quanto affermano Coldiretti e Filiera Italia nel commentare l’adozione da parte del Collegio dei commissari Ue dell’accordo di partenariato con il blocco dei paesi sudamericani. La previsione di una clausola di salvaguardia, seppur un passo in avanti, non è sufficiente a sostenere le imprese agricole e agroalimentari rispetto ai possibili contraccolpi dell’accordo, poiché non se ne prevede l’attivazione automatica che la renderebbe realmente efficace. Senza dimenticare che non possono esistere compensazioni adeguate rispetto al rischio di devastare il tessuto produttivo europeo.

Confagricoltura sottolinea che il settore primario deve essere più tutelato: “Ci sono ancora molte questioni aperte, soprattutto in materia di agricoltura, in merito all’adozione dell’accordo con il Mercosur da parte della Commissione europea, che dà il via libera alla più grande intesa commerciale, con 700 milioni di consumatori coinvolti. Nel processo di ratifica, con la presentazione ai 27 Paesi membri e all’Europarlamento, auspichiamo che ci siano spazi di miglioramento, soprattutto per i comparti più esposti: carni bovine, pollame, riso, mais e zucchero”.

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