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Microplastiche, si possono rimuovere dall’acqua grazie a molecole “magnete”

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Uno studio dell’Università del Kentucky, ha individuato delle molecole ecologiche che rimuovono le microplastiche dall’acqua agendo come “magneti”.

L’inquinamento da microplastiche è un problema ambientale sempre più urgente. Premesso che per contrastare il problema bisognerebbe ridurre l’utilizzo della plastica, oltre a riciclarla correttamente, la ricerca scientifica sta lavorando per cercare soluzioni innovative per ridurre il danno ambientale.

Ad esempio uno studio del Dipartimento di Biosistemi e Ingegneria Agraria (BAE) dell’Università del Kentucky, negli Usa, ha individuato un modo per catturare e rimuovere le minuscole particelle di plastica dall’acqua. La ricerca, pubblicata su Scientific Reports e realizzata in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria Chimica e dei Materiali del Regno Unito, propone di utilizzare i NADES (solventi eutettici profondi naturali) per eliminare le microplastiche. Queste molecole agiscono infatti come dei veri e propri magneti, del tutto naturali ed ecologici.

“Pensate al NADES come a una sorta di ‘magnete’ che attrae e trattiene specificamente questi piccoli pezzi di plastica”, ha affermato Czarena Crofcheck, professoressa della BAE e coautrice dello studio. “Fondamentalmente, i NADES si mescolano con l’acqua e si ‘attaccano’ alle plastiche, tirandole fuori”.

Essendo in grado di formare legami con la plastica, le molecole NADES funzionano in modo simile al velcro: un lato si attacca all’altro.

Microplastiche, esistono delle molecole “magnetiche” in grado di rimuoverle dall’acqua

Questi solventi sono davvero unici: oltre ad essere efficaci nella rimozione delle particelle in plastica, sono anche rispettosi dell’ambiente perché realizzati con materiali naturali.

“Derivati ​​da fonti naturali come piante di menta e noci di cocco, questi solventi si trasformano da solidi a liquidi quando miscelati, creando un mezzo efficace per estrarre queste minuscole particelle di plastica dall’acqua”, ha affermato il professore associato della BAE Jian Shi.

Gli scienziati si sono concentrati sul polietilene tereftalato (PET) come quello delle bottiglie di plastica, sul polistirene (PS) utilizzato per materiali da imballaggio e sull’acido polilattico (PLA) utilizzato per pellicole di plastica e contenitori per alimenti. Dagli esperimenti effettuati, è emerso che alcuni NADES sono particolarmente efficaci nell’estrarre questi tipi di plastica dall’acqua.

“Il nostro prossimo passo è testare questi solventi su scala più ampia e in varie condizioni ambientali”, ha spiegato Shi. “Crediamo che il NADES potrebbe rappresentare un punto di svolta nella nostra lotta contro l’inquinamento da plastica”.

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