L’acqua del Mar Ligure raggiunge i 30 gradi centigradi e come conseguenza tonnellate di meduse finiscono nelle reti dei pescatori. Un fenomeno che non si ricorda negli ultimi 40 anni e che è conseguenza anche della crisi climatica.
Si tratta di meduse bianche molto grandi che trovano l’habitat ideale vicino la costa, tanto che nelle reti dei pescatori che in questi giorni praticano pesca con le reti da posta finiscono solo le meduse.
Pericolo per attrezzatura e salute
Il pericolo principale è che il peso delle meduse rompa le reti e i macchinari utilizzati per riavvolgerle fino a fare andare a picco le imbarcazioni, inoltre tirare in barca le meduse è pericoloso anche per il possibile contatto della specie urticante con gli occhi dei pescatori.
Danneggiata anche la pesca alla lampara
Nel tentativo di evitare le meduse i pescatori liguri di acciughe si spostano sempre più al largo ma trovano poco pesce. La colpa però non è solo delle meduse.
L’overfishing
Negli ultimi 20 anni il numero delle meduse presenti lungo la costa ligure (così come in tutto il Mediterraneo) è aumentato costantemente. Imputato principale è l’eccesso di pesca che si verifica quando si pescano tanti esemplari così velocemente che la specie ne riesce a riprodursi abbastanza da mantenere la sua popolazione stabile. A causa della riduzione del numero di pesci in mare (tonno e pesce spada sono naturali predatori di meduse) manca la competizione per il cibo e le meduse trovano più microrganismi di cui potersi nutrire, in questo modo la specie si moltiplica indisturbata.
La soluzione non è uccidere le meduse
Le meduse sono in gran parte innocue per l’uomo e svolgono un importante ruolo di filtraggio e purificazione dell’acqua oltre ad essere il nutrimento dei grandi vertebrati. Basterebbe aumentare il numero di predatori delle meduse in mare per farne riequilibrare la popolazione. La soluzione più saggia consiste quindi nella riduzione dello sfruttamento dei mari.


