Se vi dicessimo moda adattiva quanti di voi conoscono questo termine? C’è però molto altro dietro questa definizione. Il magazine di TeleAmbiente

Disabilità e moda, perchè non c’è inclusione? Il magazine di TeleAmbiente

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Una moda per tutti e tutte, una moda che non esclude, una moda per normalizzare la possibilità di indossare tutti ciò che si vuole. Se vi dicessimo moda adattiva quanti di voi conoscono questo termine? C’è però molto altro dietro questa definizione.

Il settore della moda è considerato il terzo campo meno inclusivo per persone con disabilità, come dimostrano i dati raccolti dall’indagine YouGov.

Avere la possibilità di valorizzarsi, indipendentemente dal proprio corpo. Paola Pizza, psicologa della moda, ci ha spiegato i risvolti psicologi di una moda non inclusiva. Ha scritto il primo manuale italiano di Psicologia Sociale della moda. Si occupa di formazione e consulenza di psicologia della moda e ha contribuito a promuovere la Psicologia della moda in Italia, iniziando ad insegnare nel 1992 nei corsi e nei master del Polimoda di Firenze.

“La disabilità continua a essere trattata come un argomento da ‘emozionare’ piuttosto che da comprendere”. A dirlo è Valentina Tomirotti, giornalista, social media manager e attivista del mondo disability, si occupa di storytelling e di divulgazione culturale sul tema della disabilità e accessibilità. Presidente dell’associazione di turismo accessibile “Pepitosa in carrozza”, promuove il mondo in chiave inclusiva. Affrontando la quotidianità, giorno per giorno, e cercando di costruire una società più consapevole sulle diversità. Valentina Tomirotti ci ha parlato dei suoi progetti e dei settori in cui c’è ancora molta strada da fare, tra questi anche quello della moda.

Le aziende di moda come si rapportano con il concetto di moda adattiva?Takaturna“, è un brand etico e sostenibile. La fondatrice Francesca Comino ci ha spiegato in che modo i capi del brand made in Italy vengono realizzati per essere “non esclusivi”.

Le caratteristiche della moda adattiva – Indagine YouGov

In base ai risultati dell’indagine, una collezione di moda adattiva dovrebbe avere innanzitutto delle descrizioni dei prodotti che evidenziano chiaramente l’aspetto adattivo dei capi (36%), una selezione ampia e variegata (20%), dei prezzi accessibili (19%) e dei testimonial autentici con esperienza diretta del prodotto (15%).

Solo il 16% dei rispondenti pensa che vi siano stati degli sviluppi positivi nel campo della moda adattiva, quasi 4 persone su 10 ritengono che l’industria del fashion dovrebbe fare di più.

La ricerca evidenzia però una fiducia diffusa in merito allo sviluppo futuro della moda adattiva: quasi 6 rispondenti su 10 (58%) pensano che sempre più aziende nei prossimi anni proporranno capi di questa tipologia. Il dato è ancora più positivo per i Millennial (67%) e per le persone con disabilità (69%).

In più, quasi la metà degli italiani (45%) ha affermato che sarebbe più propensa a scegliere un brand in base alla sua apertura verso la moda adattiva.

Per quanto riguarda il canale di acquisto della moda adattiva, il digitale è il canale scelto dal 35% dei rispondenti, apprezzato per la possibilità di evitare negozi affollati e non sempre pienamente accessibili.

 

 

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